Ingredienti
- 500gr alici
- 3 Pompelmo rosa
- 1 ciuffettino Aneto
- 1 ciuffettino Erba cipollina
- qb Pepe
- qb Sale
Direzione
Alici Marinate al Pompelmo
Le Alici Marinate al Pompelmo si possono servire come antipasto gustoso e saporito o come un secondo piatto, ideali per un pranzo od una cena a base di pesce in famiglia o con amici o per un buffet.
Per le Alici Marinate al Pompelmo disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, l’erba cipollina, tritarla finemente e tenere da parte.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, l’aneto, tritarlo finemente e tenere da parte.
Spremere 2 pompelmi nello spremiagrumi e tenere il succo da parte in una ciotola capiente.
Tagliare la scorza di 1 pompelmo tagliare la polpa a cubetti facendo attenzione a non prelevare la pellicina bianca sottostante e tenere da parte.
Eliminare la testa e la coda alle alici, eviscerarle, aprirle a libro, lavarle sotto acqua corrente, asciugarle con carta assorbente da cucina e tenere da parte.
Mettere nella ciotola con il succo di pompelmo, le alici, l’erba cipollina e l’aneto tritati e far marinare per 60 minuti.
In una teglia da forno foderata con carta da forno bagnata con un po’ di marinata, allineare ordinatamente le alici irrorarle con un po’ di marinatura e peparle.
Infornare a forno caldo a 210°C per 3 minuti.
Sfornare, allineare ordinatamente le alici su di un piatto di portata, contornare con il pompelmo a cubetti ed un po’ di erba cipollina ed aneto tritati.
Servire in tavola direttamente su piatto di portata.
Nota
L’alice o acciuga (Engraulis encrasicolus (Linnaeus, 1758)) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Engraulidae di grande importanza economica. Acciuga deriva dal latino volgare apiua o apiuva per il classico aphyē, dal greco ἀφύη aphýē, nome di un piccolo pesce. Il termine alice, di area italiana meridionale, napoletana e siciliana (alici), deriva dal latino hallēx, allēx, alēc, hallēc o allēc, -ēcis, una salsa simile al garo, fatta con interiora fermentate di pesce, e a sua volta dal greco ἁλυκόν halykón, da confrontare con ἁλυκίς halykís (“salamoia”)
La specie è diffusa nell’Oceano Atlantico orientale, tra la Norvegia ed il Sud Africa. È presente e comune anche nei mari Mediterraneo, Nero e D’Azov. Alcuni esemplari sono stati catturati nel canale di Suez; si tratta quindi di una delle poche specie di pesci mediterranei che hanno intrapreso una migrazione verso il Mar Rosso in senso contrario a quello dei migranti lessepsiani. Si alimenta di giorno. Si nutre di zooplacton, le prede principali sono crostacei copepodi e stadi larvali di molluschi.
L’acciuga è una delle specie ittiche più importanti per le marinerie del mar Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico temperato caldo europeo. La sua cattura avviene con vari metodi (reti da strascico, reti da posta, ecc.), ma principalmente con un’apposita rete da circuizione nota come ciànciolo, in cui i banchi di acciughe e altri piccoli pesci pelagici vengono attratti da fonti luminose (lampàre). Nell’area mediterranea il bacino più produttivo risulta il mar Adriatico con l’80% dello sbarcato italiano. La misura minima per la commercializzazione nella UE è di 9 cm.
L’acciuga ha carni buone che vengono consumate sia fresche (ad esempio ripiene), sia conservate in svariati modi: sotto sale, sott’olio, come pasta d’acciughe, ecc. Le acciughe conservate entrano a loro volta in numerose ricette; ad esempio in Piemonte, dove in passato grazie alla conservazione sott’olio o sotto sale erano uno dei pochi pesci di mare tradizionalmente disponibili, oltre che alla base della bagna càuda sono utilizzate come antipasto sotto forma di acciughe al verde.
È oggetto, soprattutto nel mar Adriatico, di sovvrapesca. Si stima che la sola flotta di Chioggia in estate rigetti in mare tra le 6 e le 9 tonnellate al giorno di acciughe (e sardine) morte, per ogni coppia di navi, a causa del prezzo di mercato non remunerativo. Gli stock ittici si sono notevolmente ridotti nell’arco degli ultimi decenni.












