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Baccalà in Crocchette

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Ingredienti

Regola porzioni:
450gr Baccalà
1 Uova
100gr Pangrattato
1 ciuffetto Prezzemolo
1 Cipolla
200cl Besciamella
1/2 litro Olio d'arachidi
200cl Latte Per besciamella
15gr Burro Per besciamella
15gr Farina 00 Per besciamella
qb Noce moscata Per besciamella
qb Pepe Per besciamella
qb Sale Per besciamella

Informazioni nutrizionali

18,3g
Proteine
88k
Calorie
1,8g
Grassi
1,5g
Carboidrati
0,8g
Zuccheri

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Baccalà in Crocchette

Baccalà in Crocchette

Caratteristiche:
  • Tradizionale

Immergere i pezzi di baccalà frullato nella besciamella preparata, aggiungere 1 uovo e mescolare molto bene.
Con l’impasto ottenuto formare delle crocchette, passarle nel pangrattato in ogni loro parte.
In una padella antiaderente capiente mettere a scaldare l’olio di arachidi.
Aggiungere le crocchette e far rosolare in ogni loro parte, girandole ogni tanto fino a doratura completa.
Estrarle usando un mestolo forato e depositarle su carta assorbente da cucina per rilasciare l’olio in eccesso.

  • 30
  • Porzioni 6
  • Easy

Ingredienti

Indicazioni

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Baccalà in Crocchette

ll Baccalà in Crocchette è un antipasto o secondo piatto gustoso e saporito, da proporre in un pranzo o cena con amici.

Per il Baccalà in Crocchette
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Pulire, lavare, tritare la cipolla
e tenere da parte.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina,
le foglie di prezzemolo, tritarle e tenere da parte.

In un piatto fondo mettere il pangrattato
e tenere da parte.

Prima di cucinare il Baccalà,
se non fosse già pronto per cucinare,
si deve tenere a bagno per 2 giorni.

Si deve togliere la pelle,
si mette in una ciotola capiente piena di acqua in modo che lo ricopra tutto,
cambiare spesso l’acqua, meglio sarebbe metterlo per 2 giorni sotto acqua corrente,
ma lo spreco di acqua sarebbe esagerato,
perciò cambiare l’acqua spessissimo nei 2 giorni
in modo da far perdere al pesce il salmastro.

Togliere la lisca, le pinne,
tagliarlo a pezzi
e asciugarlo con carta assorbente da cucina.

In una pentola piena di acqua bollente
mettere a lessare i pezzi di baccalà.

Mettere nel bicchiere del frullatore il baccalà lessato,
la cipolla, il prezzemolo
ed azionare fino ad ottenere un impasto omogeneo
e tenere da parte.

 

 

Preparare la besciamella:
In una pentola mettere a scaldare il latte con sale,
pepe e noce moscata, fino al raggiungimento del punto di fumo cioè 80/90° C
(non bollire).

In un’altra pentola mettere a sciogliere il burro,
una volta sciolto aggiungere la farina
e girare il tutto con una frusta.

Quando il burro e la farina cuociono
aggiungere un po’ di olio di arachidi.
(roux)

Togliere il roux dal fuoco
e versarlo nel latte.

Il roux serve a dare densità alla besciamella.

Cuocere fino a quando il latte non bolle
diventando denso
(per circa 10 minuti).

Immergere i pezzi di baccalà frullato nella besciamella preparata,
aggiungere 1 uovo
e mescolare molto bene.

Con l’impasto ottenuto formare delle crocchette,
passarle nel pangrattato in ogni loro parte.

In una padella antiaderente capiente
mettere a scaldare l’olio di arachidi.

Aggiungere le crocchette
e far rosolare in ogni loro parte,
girandole ogni tanto fino a doratura completa.

Estrarle usando un mestolo forato
e depositarle su carta assorbente da cucina
per rilasciare l’olio in eccesso.

Servire in tavola su piatto di portata
o ad ogni commensale su piatto individuale.

 

 

Nota
Il Baccalà in Crocchette si accompagna con patatine al forno o fritte, con verdure cotte o crude a piacere.

Il baccalà è il merluzzo nordico, preparato per la conservazione tramite un processo di salagione e susseguente stagionamento.

Se il merluzzo nordico viene conservato tramite essicazione, senza l’uso del sale, viene commerciato col nome di stoccafisso, che anche se simile d’aspetto, va ben distinto dal baccalà. In Veneto e nell’area della dominazione veneziana lo stoccafisso assume tuttavia il nome di baccalà, tanto che il baccalà alla vicentina è in effetti preparato con lo stoccafisso.

I paesi principali di produzione del baccalà sono Danimarca, Isole Faer Oer, Norvegia, Islanda e Canadà.    Il baccalà è elemento essenziale di molte cucine popolari, nelle quali il suo utilizzo si alterna a quello dello stoccafisso che è sempre merluzzo, ma conservato mediante essiccazione.

Tanto il baccalà quanto lo stoccafisso, per essere utilizzabili, hanno bisogno di una lunga immersione in acqua fredda, che provvede a eliminare il sale in eccesso nel primo e a reidratare il secondo, restituendo ai tessuti l’originale consistenza.

La maggior parte del merluzzo pescato nel mondo proveniva dai Grandi Banchi di Terranova (Grand Banks), una zona di bassi fondali situata nell’Atlantico settentrionale, e dalle coste del Labrador. Rientra nella lista rossa di Greenpeace che segnala le specie marine a rischio di estinzione a causa della pesca intensiva o i cui metodi di allevamento siano estremamente dannosi per l’ambiente.

Baccalà” deriva dalla parola basso tedesca bakkel-jau che significa “pesce salato” che è una trasposizione di bakel-jau che significa “duro come una corda”,

In Campania è uno dei piatti tipici della vigilia natalizia che si accompagna sempre al capitone, serviti entrambi infarinati e fritti in abbondante olio e i pezzi che restano utilizzati per “rinforzare” l’insalata (soprattutto nel napoletano). Sempre in Campania viene preparato a Napoli in cassuola (con capperi, olive, uvetta e sugo di pomodoro) e alla cannaruta (il baccalà, infarinato e fritto, viene ripassato in padella con cipolla, noci, pinoli e uvetta ed infine sfumato col vino bianco), mentre in Irpinia alla pertecaregna (cioè con i peperoni essiccati e condito con aglio, olio e prezzemolo).

In Lombardia e Piemonte viene cucinato in pastella o in umido.

In Liguria è cucinato in pastella, oppure al verde o in agrodolce oppure Brandacujun, cioè mantecato, con crostini di polenta.

In Toscana è tipico il “baccalà alla livornese”, una preparazione di tranci di baccalà ammollato (dissalato) infarinati e fritti in olio d’oliva, quindi immersi in un soffritto già preparato con cipolle affettate, pomodori pelati, aglio, da cuocere successivamente con patate tagliate a cubetti.

In Basilicata, in particolare ad Avigliano, il cosiddetto baccalà alla lucana viene preparato, come da tradizione, con peperoni rossi dolci essiccati e scottati, detti peperoni cruschi.

In Calabria è molto in voga il baccalà alla cosentina, tipico della città di Cosenza e parte della sua provincia, preparato secondo tradizione con patate, olive nere, peperoni, salsa di pomodoro, alloro, prezzemolo, sale e pepe.

Nella cucina tradizionale siciliana viene consumato il baccalà “alla siciliana” (con pomodori, patate, olive nere, pinoli e uvetta) e “alla messinese” (con pomodoro, capperi e olive verdi).

A Roma il filetto di baccalà pastellato e fritto è uno dei pezzi del tradizionale fritto misto alla romana e viene servito assieme al fiore di zucca, al supplì, al carciofo alla giudia e alla crema fritta (quest’ultima caduta in disuso negli ultimi decenni).

Il baccalà è un piatto tipico anche della cucina molisana, nella sua variante del c.d. baccalà “arracanato” (con mollica di pane, noci, uva passa, olive nere, pomodorini e aglio).

Nel Triveneto, nel Bresciano e nelle altre aree un tempo appartenenti all’antica Repubblica di Venezia il termine “baccalà” o “bacalà” (es. baccalà alla vicentina, baccalà mantecato) ancor oggi identifica comunemente lo stoccafisso (merluzzo essiccato) e non il merluzzo salato.

L’Italia è il secondo consumatore mondiale di questo prodotto, dopo il Portogallo, dov’è noto come bacalhau e dove, si dice, esista una ricetta diversa per cucinarlo per ogni giorno dell’anno (cioè 365 ricette diverse

In media la parte edule del baccalà è il 75% del peso per quello secco e l’82% per quello ammollato.

 

 

Ricetta Baccalà fritto con le cipolle

 

 

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