Ingredienti
- 150gr Farina 00Per cannoli
- 1 UovaPer cannoli
- 70gr BurroPer cannoli
- qb SalePer cannoli
- 100gr Farina di mandorlePer la crema
- 20gr Farina 00Per la crema
- 2 TuorliPer la crema
- 1 baccello VanigliaPer la crema
- 200cl LattePer la crema
- 70gr Panna frescaPer la crema
- 60gr ZuccheroPer la crema
Direzione
Cannoli alla Crema
I Cannoli alla Crema sono un dessert sfizioso, ottimo per terminare un pranzo od una cena con familiari ed amici o per un buffet.
Per i Cannoli alla Crema disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Togliere il burro da frigorifero e tenere da parte.
Preparare la Crema:
In un pentolino mettere a scaldare il latte, non far bollire ed il baccello di vaniglia,
In un pentolino mettere i tuorli, la farina, lo zucchero e frustare bene per amalgamare gli ingredienti.
Versare nel pentolino il latte caldo e mescolare bene.
Cuocere a fiamma bassa per 10 minuti mescolando sempre.
Togliere dal fuoco e far raffreddare.
Aggiungere la panna, la farina di mandorle e montare la crema con le fruste elettriche e tenere da parte.
Preparare i cannoli:
sul piano di lavoro impastare la farina, l’uovo, il burro ammorbidito, un pizzico di sale, 2 cucchiai di acqua al fine di ottenere un impasto elastico.
Far riposare per 30 minuti sotto una pentola calda.
Stendere l’impasto sottilmente e dividerlo in 12 quadrati di 9cm per lato e bucherellarli con i rebbi di una forchetta.
Avvolgere ogni quadrato sullo stampo per cannoli, spennellarli con acqua e chiudere bene, pressando con le dita, il punto di chiusura.
Depositare i cannoli su di una placca da forno rivestita da carta da forno.
Infornare a forno caldo a 180°C per 15 minuti.
Togliere dal forno far raffreddare e farcire i cannoli con la crema preparata utilizzando un cucchiaino o una sac a poche.
Disporre ordinatamente i cannoli su di un piatto di portata.
Servire in tavola su piatto di portata.
Nota
Il burro è la parte grassa del latte, separata dal latticello tramite un processo di inversione di fase, derivante dalla panna. Il risultato del procedimento è un’emulsione, principalmente di acqua, in cui risultano disciolti zuccheri e proteine, nei grassi, nella cui fase fluida cristallizzano in parte.
Si tratta di un fluido con punto di rammollamento prossimo alla temperatura ambiente (32-35 °C), di aspetto solido e consistenza morbida con un colore variabile da bianco latte fino a giallo deciso, ricavato dalla parte lipidica del latte di diversi animali per inversione della panna ed eventuale fermentazione, nella tradizione europea continentale, o salatura, nei paesi anglosassoni. Viene usato come condimento e in cucina, analogamente oli vegetali e allo strutto. A parte l’uso alimentare, ha trovato uso come ingrediente in cosmetici, medicinali e lubrificanti.
Solitamente è di colore giallo pallido, e può variare da giallo intenso a quasi bianco. Indicativamente, per quanto riguarda il prodotto naturale e nelle produzioni derivanti da latte di animali ad alimentazione fresca, è bianco d’inverno e più giallo d’estate, a causa della diversa alimentazione degli animali da latte, fonte di caratenoidi naturali. Il colore giallo può anche essere conseguenza di alterazioni, dall’irrancidimento fino all’eventuale aumento della carica batterica acquisita, a causa di un periodo di tempo relativamente lungo trascorso tra la mungitura e la burrificazione, inoltre può essere colorato artificialmente con carotene ed altre sostanze. Il colore bianco, può invece riottenersi per procedimenti industriali di rifusione.
Secondo la legge italiana (l. 202/1983) la denominazione senza aggettivi di burro “è riservata al prodotto ottenuto dalla crema ricavata dal latte di vacca e al prodotto ottenuto dal siero di latte di vacca” e non può contenere grassi diversi aggiunti; come sovrascritto esistono varietà di burro di altre origini.
La composizione tipica di un prodotto commerciale definita dal Cosex Alimentarius è:
Grasso: minimo 80% con fosfolipidi (0,35%) steroli (0,21%) acidi grassi liberi(0,12%) Acqua: max 16% Solidi non lipidi : max 2% di cui lattosio (0,5-1,0%), proteine (0,4-0,8%), sali (0,1-0,2%)
I grassi presenti nel burro hanno la caratteristica di vedere una dominanza di acidi grassi volatili, solubili o insolubili in acqua, fatto che rende il burro differente dagli altri analoghi prodotti alimentari, per digeribilità (più digeribile a crudo e prestare attenzione a caldo per il suo basso punto di fumo, 150 °C contro i 238 °C dell’olio di soia) e per le vie metaboliche che caratterizzano la digestione degli stessi.
In Italia il principale tipo di burro è da affioramento, mentre in altri paesi d’Europa prevale il migliore tipo da centrifugazione.
Il burro generalmente inizia ad ammorbidirsi attorno ai 15°, molto al di sopra delle temperature dei normali frigoriferi. Il “cassetto del burro” che si può trovare in molti frigoriferi può essere una delle parti più calde all’interno dell’elettrodomestico, ma lascia comunque il burro piuttosto duro. Mantenere il burro strettamente incartato ritarda l’irrancidimento, causato dall’esposizione alla luce o all’aria, ed evita che il burro assuma altri odori. Il burro, se ben incartato, può essere conservato diversi mesi in un normale frigorifero.
Il burro ricopre un importante ruolo in pasticceria, dove è usato analogamente ad altri grassi solidi (come lo strutto, mantenendo una posizione privilegiata in virtù del suo sapore, particolarmente adatto alla preparazione di dolci. Talvolta, per alcuni prodotti dolciari, viene utilizzato un particolare burro, prodotto per winterrizzazione, che ha un punto di fusione più alto
Il burro ha anche altri usi, tradizionali e non legati alla cucina. Per esempio, nei Paesi Bassi il burro rancido era utilizzato come lubrificante degli ingranaggi dei mulini a vento, mentre nell’area himalayana è tuttora utilizzato per produrre lampade a burro accese nei monasteri con finalità sia religiose che pratiche.











