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Chiacchiere Pavesi

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Ingredienti

Regola porzioni:
1kg Farina 00
40gr Zucchero
250ml Olio Evo
10gr Sale
4 Arance
4 limone
4 Uova
1/2 litro Olio d'arachidi
1 bicchierino Liquore Strega

Informazioni nutrizionali

12,56g
Proteine
143k
Calorie
9,51g
Grassi
0,72g
Carboidrati
0,4g
Zuccheri

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Chiacchiere Pavesi

Chiacchiere Pavesi

Caratteristiche:
  • Tradizionale

Spargere un po’ di farina sul piano di lavoro e tirare un po’ di pasta per volta con il mattarello in modo da ottenere una sfoglia non troppo spessa.
Preparare dei rettangoli 12x4 cm e praticare un taglio di 5 cm al centro di ogni rettangolo.
In una padella antiaderente mettere l’olio di arachidi a scaldare.
Adagiare un po’ di rettangoli di impasto per volta e friggerli con olio ben caldo fino a doratura.
Togliere le chiacchiere il mestolo forato man mano che vengono pronte e adagiarle su carta assorbente da cucina a rilasciare l’olio in eccesso.
Trasferire le chiacchiere su piatto di portata e cospargerle con zucchero a velo.

  • 35
  • Porzioni 8
  • Easy

Ingredienti

Indicazioni

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Chiacchiere Pavesi

Le Chiacchiere Pavesi sono dei tipici dolci della tradizione culinaria italiana preparati durante il periodo di Carnevale chiamate anche con molti altri nomi regionali.

 

Per le Chiacchiere Pavesi
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Spremere i limoni e le arance nello spremiagrumi
e tenere il succo da parte.

Sul piano di lavoro mettere la farina a fontana.

Aggiungere l’olio evo, lo zucchero, il sale,
le 4 uova, impastare con le mani
versando un poco per volta il succo di arancia- limone
ed il bicchierino di Strega,
lavorare bene l’impasto
in modo da ottenere una palla liscia,
omogenea ed elastica.

Coprire con pellicola per alimenti
e lasciare riposare per almeno 30 minuti
in frigorifero.

Spargere un po’ di farina sul piano di lavoro
e tirare un po’ di pasta per volta con il mattarello
in modo da ottenere una sfoglia non troppo spessa.

Preparare dei rettangoli 12×4 cm
e praticare un taglio di 5 cm
al centro di ogni rettangolo.

In una padella antiaderente
mettere l’olio di arachidi a scaldare.

Adagiare un po’ di rettangoli di impasto per volta
e friggerli con olio ben caldo fino a doratura.

Togliere le chiacchiere il mestolo forato
man mano che vengono pronte
e adagiarle su carta assorbente da cucina
a rilasciare l’olio in eccesso.

Trasferire le chiacchiere su piatto di portata
e cospargerle con zucchero a velo.

 

Servire in tavola su piatto di portata o su alzatina per dolci.

 

 

Nota

Gli impasti, in genere, è sempre meglio farli il giorno prima dell’utilizzo.

La loro tradizione risale a quella delle frictilia, i dolci fritti nel grasso che nell’antica Roma venivano preparati proprio durante il periodo del calendario romano corrispondente al Carnevale della Chiesa Cattolica.

La cottura delle chiacchiere avviene con la frittura, che le rende croccanti e friabili, tuttavia in tempi recenti si è diffusa la cottura al forno che è considerata più salutare. Infine si spolvera con zucchero a velo o, secondo alcune varianti, possono anche essere coperte da miele, cioccolato, innaffiate con alchermes o servite con il cioccolato fondente o con mascarpone montato e zuccherato.

Il limone (Citrus limon) è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rutaceae. Il nome comune limone si può riferire tanto alla pianta quanto al suo frutto.

Secondo alcuni studi genetici, il limone è un antico ibrido, probabilmente tra il pomelo ed il cedro, ma da secoli è una specie autonoma, la quale si riproduce per innesto e talea. Il limone è un albero che raggiunge dai 3 ai 6 metri di altezza. I germogli e i petali sono bianchi e violetti.  La fioritura primaverile produce i frutti migliori, la cui raccolta dura poi tutto l’inverno, da Novembre ad Aprile o Maggio. La seconda fioritura, a volte forzata nelle piantagioni commerciali, avviene in Agosto e Settembre, i frutti si possono raccogliere da maggio in poi, subito dopo quelli invernali. In condizioni favorevoli, un albero adulto può dare da 600 a 800 frutti all’anno. In media, la buccia del limone può raggiungere il 40% del peso complessivo, un altro 3% è rappresentato dai semi. Pur trattandosi di una media il dato fa capire che il frutto non viene coltivato solo per il succo. Dalla buccia, molto apprezzata per la produzione di canditi si estraggono anche essenze e pectina. Dai semi si estrae l’olio e gli avanzi si impiegano nell’alimentazione animale.

Con la buccia del limone si produce un liquore, il Limoncello, nato in Campania e diffuso in tutto il mondo. La parte del frutto più comunemente utilizzata è il succo che rappresenta fino al 50% del suo peso, contiene 50-80 grammi/litro di acido citrico, che conferisce il tipico sapore aspro e diversi altri acidi organici tra cui l’acido malico, l’acido ascorbico o Vitamina C 0,5 g/l). Il succo pastorizzato si mantiene senza conservanti per almeno un anno e viene usato come ingrediente di vari alimenti e bevande. Il succo concentrato viene invece sottoposto ad ulteriore lavorazione e consumato nell’industria conserviera. Dal succo del limone si produce la limonata, una bevanda a base di succo di limone, acqua e zucchero.

L’elevata concentrazione di vitamina C contenuta nel limone rende questo frutto di notevole importanza per la tutela della salute. Inoltre, l’alto contenuto di vitamina C nel limone è utile per combattere i sintomi dell’influenza.

 

Chiacchiere di Morivione 1950

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