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Fusilli Lunghi con Caponata

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Ingredienti

Regolare le porzioni
320gr Fusilli lunghi
450gr Caponata surgelata o vedi ricetta sul sito
60gr Parmigiano Reggiano
2 Acciughe sotto olio
20gr Pinoli
2 rametti Basilico
1 cucchiaio Olio Evo
qb Sale

informazioni Nutrizionali

5,8g
Proteine
161k
Calorie
1,1g
Grassi
30,8g
Carboidrati
1g
Zuccheri

Fusilli Lunghi con Caponata

Fusilli Lunghi con Caponata

Caratteristiche:
  • Tradizionale

Fusilli Lunghi con Caponata:
In una padella antiaderente mettere a scaldare l’olio evo.
Aggiungere la caponata surgelata e seguire le istruzioni riportate sulla confezione dal produttore, mescolare. (vedi Nota)
Unire le acciughe tritate e mescolare.
In una pentola piena di acqua bollente leggermente salata, mettere a lessare i fusilli lunghi per il tempo indicato sulla confezione dal produttore.
Scolarli al dente, versarli nella padella con la caponata, unire i pinoli, il basilico tritato e mescolare.
Versare i fusilli con la caponata in zuppiera spolverizzare con il parmigiano e mescolare.

  • 35
  • Serves 6
  • Facile

Ingredienti

Direzione

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Fusilli Lunghi con Caponata

I Fusilli Lunghi con Caponata sono un ottimo primo piatto da gustare a pranzo od a cena in famiglia o con amici.

per i Fusilli Lunghi con Caponata disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

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Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le foglie di basilico, tritarle e tenere da parte.

Sgocciolare i filetti di acciuga dall’olio di conservazione, tritarli e tenere da parte.

In una padella antiaderente mettere a scaldare l’olio evo.

Aggiungere la caponata surgelata e seguire le istruzioni riportate sulla confezione dal produttore, mescolare. (vedi Nota)

Unire le acciughe tritate e mescolare.

In una pentola piena di acqua bollente leggermente salata, mettere a lessare i fusilli lunghi per il tempo indicato sulla confezione dal produttore.

Scolarli al dente, versarli nella padella con la caponata, unire i pinoli, il basilico tritato e mescolare.

Versare i fusilli con la caponata in zuppiera spolverizzare con il parmigiano e mescolare.

Servire in tavola nella zuppiera o ad ogni commensale su piatto individuale.

Nota

Se non dovesse piacere la caponata surgelata vedere ricetta della “Caponata di Verdure” su Ricettiamo.

L’acciuga o alice (Engraulis encrasicolus (Linnaeus, 1758)) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Engraulidae di grande importanza economica. Acciuga deriva dal latino volgare apiua o apiuva per il classico aphyē, dal greco ἀφύη aphýē, nome di un piccolo pesce. Il termine alice, di area italiana meridionale, napoletana e siciliana (alici), deriva dal latino hallēx, allēx, alēc, hallēc o allēc, -ēcis, una salsa simile al garo, fatta con interiora fermentate di pesce, e a sua volta dal greco ἁλυκόν halykón, da confrontare con ἁλυκίς halykís (“salamoia”)

La specie è diffusa nell’Oceano Atlantico orientale, tra la Norvegia ed il Sud Africa. È presente e comune anche nei mari Mediterraneo , Nero e D’Azov. Alcuni esemplari sono stati catturati nel canale di Suez; si tratta quindi di una delle poche specie di pesci mediterranei che hanno intrapreso una migrazione verso il Mar Rosso in senso contrario a quello dei migranti lessepsiani. Si alimenta di giorno. Si nutre di zooplacton, le prede principali sono crostacei copepodi e stadi larvali di molluschi.

L’acciuga è una delle specie ittiche più importanti per le marinerie del mar Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico temperato caldo europeo. La sua cattura avviene con vari metodi (reti da strascico, reti da posta, ecc.), ma principalmente con un’apposita rete da circuizione nota come ciànciolo, in cui i banchi di acciughe e altri piccoli pesci pelagici vengono attratti da fonti luminose (lampàre). Nell’area mediterranea il bacino più produttivo risulta il mar Adriatico con l’80% dello sbarcato italiano. La misura minima per la commercializzazione nella UE è di 9 cm.

L’acciuga ha carni buone che vengono consumate sia fresche (ad esempio ripiene), sia conservate in svariati modi: sotto sale, sott’olio, come pasta d’acciughe, ecc. Le acciughe conservate entrano a loro volta in numerose ricette; ad esempio in Piemonte, dove in passato grazie alla conservazione sott’olio o sotto sale erano uno dei pochi pesci di mare tradizionalmente disponibili, oltre che alla base della bagna càuda sono utilizzate come antipasto sotto forma di acciughe al verde.

È oggetto, soprattutto nel mar Adriatico, di sovvrapesca. Si stima che la sola flotta di Chioggia in estate rigetti in mare tra le 6 e le 9 tonnellate al giorno di acciughe (e sardine) morte, per ogni coppia di navi, a causa del prezzo di mercato non remunerativo. Gli stock ittici si sono notevolmente ridotti nell’arco degli ultimi decenni.

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