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Gamberetti e Prugne

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Ingredienti

Regolare le porzioni
300gr Gamberetti puliti
4 Prugne
500gr Melanzane
300gr Sedano
30gr Pistacchi pelati
1 cucchiaio Zucchero
2 cucchiai Aceto di mele
2 cucchiai Olio Evo
qb pepe bianco
qb Sale

informazioni Nutrizionali

12,3g
Proteine
102k
Calorie
1,4g
Grassi
1g
Carboidrati
1g
Zuccheri

Gamberetti e Prugne

Caratteristiche:
  • Tradizionale

In una padella antiaderente mettere a scaldare 1 cucchiaio di olio evo.
Aggiungere i gamberetti, pepe, sale e farli saltare a fiamma moderata per 3 minuti mescolando.
In una padella antiaderente capiente mettere a scaldare 1 cucchiaio di olio evo.
Aggiungere i cubetti di melanzane appassite, i dadini di sedano lessati, i pistacchi, le prugne a dadini, lo zucchero, l’aceto di mele e far insaporire il tutto in agrodolce mescolando per 2 minuti.
Unire i gamberetti rosolati, salare e mescolare per 2 minuti.
Trasferire il tutto su di un piatto da portata, dare 2 macinate di pepe bianco, mescolare.

  • 40
  • Serves 4
  • Facile

Ingredienti

Direzione

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Gamberetti e Prugne

I Gamberetti e Prugne sono un secondo piatto gustoso e saporito ideale per un pranzo od una cena, a base di pesce, in famiglia o con amici o per un buffet.

Per i Gamberetti e Prugne disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

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Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, il sedano, tagliarlo a dadini e tenere da parte.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le prugne, snocciolarle, tagliarle a cubetti e tenere da parte.

Pelare le melanzane con il pela-verdure, eliminare picciolo verde ed il fondo, tagliarle a cubetti e tenere da parte in uno scolapasta per 30 minuti affinché perdano l’acqua amarognola di vegetazione.

Sciacquare bene i gamberetti ed asciugarli con carta assorbente da cucina.

I crostacei devono essere sciacquati a lungo con acqua fredda, affinché vengano eliminate le possibili sostanze che vengono utilizzate per la loro conservazione.

Lavare i gamberetti con acqua e aceto e lasciarli a bagno per qualche minuto. Questa procedura si può utilizzare sia per i crostacei surgelati sia per quelli freschi in quanto toglie i residui di ammoniaca che viene usata per il mantenimento del crostaceo.
Queste accortezze sono sufficienti come misure igieniche.

Incidere la corazza dei gamberetti con un coltello ben affilato.

Togliere la corazza ed il filino nero sul dorso.

Risciacquare ancora sotto acqua corrente trasferire i gamberetti su di un panno asciutto a scolare e tenere da parte.

In una pentola con acqua bollente leggermente salata, mettere a lessare i dadini di sedano per 10 minuti a fiamma moderata, scolarli, metterli in una ciotola e tenere da parte.

In una padella antiaderente mettere ad appassire i cubetti di melanzane a fiamma moderata per 3 minuti mescolando.

In una padella antiaderente mettere a scaldare 1 cucchiaio di olio evo.

Aggiungere i gamberetti, pepe, sale e farli saltare a fiamma moderata per 3 minuti mescolando.

In una padella antiaderente capiente mettere a scaldare 1 cucchiaio di olio evo.

Aggiungere i cubetti di melanzane appassite, i dadini di sedano lessati, i pistacchi, le prugne a dadini, lo zucchero, l’aceto di mele e far insaporire il tutto in agrodolce mescolando per 2 minuti.

Unire i gamberetti rosolati, salare e mescolare per 2 minuti.

Trasferire il tutto su di un piatto da portata, dare 2 macinate di pepe bianco, mescolare.

Servire in tavola direttamente sul piatto di portata.

Nota

Il nome volgare“gambero” identifica varie specie di crostacei acquatici appartenenti all’ordine dei Decapodi  e marginalmente agli ordini degli Euphausiacea (Krill), degli Stomatopoda (cannocchie), dei  Mysida e degli Amphipoda.

Il termine generico “gambero” viene utilizzato per indicare sia le specie marine sia quelle d’acqua dolce (p.es. famiglia Astacidae).

Il corpo dei gamberi è suddiviso in tre parti: capo, torace e addome.

Il capo presenta l’antenna, l’antennula, due mascelle e una mandibola.

Nel torace sono presenti cinque appendici ambulacrali più tre paia di appendici modificate a massillipedi. Tre paia di questi, muniti di chele, sono utilizzati per il nutrimento. Infine nell’addome sono presenti sei paia di appendici che non hanno funzione ambulacrale, ma rappresentano invece appendici atte al movimento dell’acqua in avanti. In questo modo l’acqua viene spinta in avanti e fatta filtrare nelle branchie che si trovano su una parte delle appendici biramose del torace.

Conducono un’esistenza prevalentemente notturna.

Cacciano con l’ausilio delle appendici frontali (le chele) e individuano la preda grazie alle antenne che percepiscono le vibrazioni e forniscono un’identificazione della preda.

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