Ingredienti
- 400gr Gnocchetti sardi
- 200gr Cipolla
- 200gr Passata di pomodoro
- 1 rametto Timo
- 1 rametto Maggiorana
- 80cl Panna
- 60gr Pecorinotoscano
- 1 cucchiaio Olio Evo
- qb Sale
Direzione
Gnocchetti Sardi con Cipolle
Gli Gnocchetti Sardi con Cipolle sono un primo piatto gustoso e particolare da servire a pranzo o a cena con familiari ed amici.
Per gli Gnocchetti Sardi con Cipolle disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le foglie di timo e tenere da parte.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le foglie di maggiorana e tenere da parte.
Pulire, lavare, affettare sottilmente le cipolle e tenere da parte.
In una padella antiaderente mettere a scaldare l’olio evo.
Aggiungere le cipolle affettate, ½ bicchiere di acqua, 1 pizzico di sale e far stufare a fiamma bassa ed a padella coperta.
In una padella antiaderente mettere la passata di pomodoro, la panna, 1 pizzico di sale e portare a bollore.
Al primo bollore aggiungere le cipolle stufate, mescolare e togliere dal fuoco.
In una pentola piena di acqua bollente salata, mettere a cuocere i gnocchetti, per il tempo di cottura indicato sulla confezione dal produttore.
Prelevarli con un mestolo forato ed adagiarli nella padella con la passata e le cipolle e mescolare bene per 2 minuti a fiamma bassa.
Versare i gnocchetti con il loro sugo in zuppiera spolverizzare con il pecorino grattugiato, le foglioline di timo e maggiorana e mescolare delicatamente.
Servire in tavola direttamente nella zuppiera.
Nota
Con il termine pecorino si indica un formaggio prodotto con latte di pecora, il quale si differenzia da quello vaccino soprattutto per la percentuale di grasso e di caseina: più del doppio, il che ai fini della caseificazione configura un latte particolarmente ricco.
Storicamente di origine Mediterranea, è un prodotto diffuso anche altrove.
In Italia il pecorino ha raggiunto una produzione di tale qualità da occupare una posizione strategica nel settore lattiero caseario dando origine a un comparto produttivo valido e da valorizzare, con tecniche di lavorazione simili ma con differenti sfumature che portano a formaggi diversi e dunque non concorrenziali fra loro.
La Comunità Europea ha riconosciuto ben otto Denominazione di Origine Protetta (DOP) registrati sotto il nome “pecorino”: si tratta del Pecorino Romano, Pecorino Toscano, Pecorino Sardo, Pecorino di Filiano, Pecorino Crotonese, Pecorino di Picinisco, Pecorino Siciliano e del Pecorino delle Balze Volterrane.
Diversi altri formaggi pecorini italiani inoltre rientrano nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).
In Italia i formaggi pecorini sono prodotti in diverse regioni, soprattutto quelle centrali, meridionali e nelle isole. Le tre denominazioni DOP più diffuse e conosciute e prodotte in più regioni sono: il Pecorino Romano, prodotto in Sardegna (97%), Toscana (2%) e Lazio (1%), il Pecorino Toscano che è prodotto sia in Toscana che in Lazio e il Pecorino Sardo prodotto in Sardegna. Gli altri pecorini sono prodotti a livello regionale e spesso provinciale, assumendo una forte connotazione geografica.
Il Pecorino può essere classificato in base alla stagionatura: fresco, Primo sale, Secondo sale o semi-stagionato e stagionato.
I caseifici producono diverse varianti aggiungendo:
pepe nero, peperoncino, pomodori secchi, olive o tartufo.










