Ingredienti
- 2 Lombata di Agnellosenza osso da 200gr l’una
- 1 Peperoncinofresco
- 2 rametti rosmarino
- 1 rametto Menta
- 2 cucchiai Olio Evo
- qb Sale
Direzione
Lombate di Agnello
Le Lombate di Agnello sono un secondo piatto saporito ed appetitoso, ottimo da gustare a pranzo od a cena con familiari ed amici.
Per le Lombate di Agnello disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, i rametti di rosmarino e tenere da parte.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le foglie di menta e tenere da parte.
Lavare il peperoncino, eliminare il torsolo, i semi, le coste bianche interne, tagliarlo a metà e tenere da parte.
Lavare le lombatine, asciugarle con carta assorbente da cucina, depositare su ciascuna la metà del peperoncino, salarle, oliarle con l’olio evo e tenere da parte.
In una padella antiaderente capiente mettere le lombatine con la parte con il peperoncino verso la padella, aggiungere i rametti di rosmarino, coprire la padella, cuocere per 12 minuti a fiamma moderata.
Girare le lombatine, cuocere per altri 12 minuti aggiungendo 1 mestolino di acqua calda.
Se fosse necessario, durante la cottura, aggiungere qualche cucchiaio di acqua calda.
Togliere la carne dalla padella, eliminare il rosmarino, sgocciolarle sulla padella, depositare le lombatine su di un piatto di portata caldo.
Mettere nel bicchiere del frullatore il sugo di cottura delle lombatine, le foglioline di menta, 3 cucchiai di acqua calda se il sugo risultasse troppo denso, azionare al fine di ottenere una salsa omogenea.
Versare la salsa ottenuta sulle lombatine.
Servire in tavola direttamente su piatto di portata.
Nota
Le Lombate di Agnello si possono servire come contorno con verdure grigliate.
L’agnello è l’esemplare della pecora con meno di un anno d’età. Nasce dopo un periodo di gestazione di circa cinque mesi, e dopo un parto che dura da una a tre ore. Di solito la pecora dà alla luce uno o due cuccioli per figliata. Nella storia dell’uomo, l’agnello ha assunto forti connotati simbolici e ha sempre rappresentato timidezza e mitezza. Nella religione cristiana viene spesso associato all’Agnus Dei (“Agnello di Dio”) e all’agnello Pasquale. Si tratta di un animale addomesticato in epoca antichissima, diffuso attualmente in ogni continente. Vive principalmente in greggi, per gestire i quali l’uomo si affida spesso a cani pastore.
Il nome pecora (in latino pecus “bestiame di piccolo taglio” passato poi a identificare un singolo animale) è riservato all’adulto femmina, il maschio della specie è chiamato montone (o anche ariete), mentre il piccolo è denominato agnello fino a un anno di età. Gli agnelli vengono allevati principalmente per la carne, solo una parte viene infatti allevata per essere destinata alla riproduzione. È tradizione diffusa in molte zone d’Italia mangiare carne d’agnello nel giorno di Pasqua, l’agnello è del resto l ‘animale sacrificale per eccellenza nelle culture che si affacciano sul Mediterraneo. La carne di pecora ha un sapore caratteristico, e dall’odore particolare, soprattutto se l’agnello è molto giovane e di media costituzione. Una delle regioni dove è più utilizzata la carne di questa specie è l’Abruzzo, dove possiamo trovare la tradizionale pecora alla callara (o alla cottora) e i celeberrimi arrosticini anche se in realtà per preparare questi ultimi tradizionalmente veniva usato il cosiddetto “castrato”, ovvero il maschio che ha subito la castrazione. L’usanza di cucinare la carne di pecora è anche diffusa in un paese alle porte di Firenze, Campi Bisenzio qui viene preparata nella maggior parte dei casi in umido. In molte zone dell’Italia centrale l’agnello da latte, cioè con poco più di un mese di vita, da molti preferito per la carne tenera, è chiamato abbacchio.












