Ingredienti
- 16 paccheri
- 200gr Mozzarella
- 600gr Pomodori
- 50gr patè di olive nere
- 2 rametti Basilico
- 40gr Pecorinograttugiato
- 2 cucchiai Olio Evo
- qb Pepe
- qb Sale
Direzione
Paccheri freddi Farciti
I Paccheri freddi Farciti sono un ottimo primo piatto estivo delicato e saporito da gustare in famiglia e con amici a pranzo od a cena.
Per i Paccheri freddi Farciti disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le foglie di basilico, tritarle e tenere da parte.
Lavare sotto acqua corrente, i pomodori e tenere da parte.
Sul piano di lavoro, con un coltello ben affilato, tagliare a dadini la mozzarella e tenere da parte.
Il giorno prima di eseguire la ricetta prendere 2 pomodori, tagliarli a spicchi, depositarli ordinatamente su di una leccarda da forno ricoperta da carta da forno e spolverizzarli di sale.
Infornare a forno caldo a 100°C per almeno 2 ore per farli candire, cioè devono asciugare bene.
Sfornare depositarli su di un piatto e tenere da parte.
In una pentola piena di acqua bollente salata, mettere a cuocere la pasta, per il tempo di cottura indicato sulla confezione dal produttore.
Scolare i paccheri e farli raffreddare.
Sul piano di lavoro, con un coltello ben affilato, tagliare a dadini 1 pomodoro, metterli in una ciotola con i dadini di mozzarella, il basilico tritato condire il tutto con 2 cucchiai di olio evo, pepe e sale.
Farcire i paccheri freddi con il ripieno appena preparato.
Depositarli ordinatamente su di un piatto da portata, guarnire con gli spicchi di pomodori canditi, il patè di olive distribuito sopra i paccheri, una spolverata di pecorino grattugiato.
Servire in tavola direttamente su piatto da portata.
Nota
La mozzarella è un latticino a pasta filata originario dell’Italia Meridionale prodotta da secoli anche nel Centro Italia, oggi la sua produzione è diffusa in vari paesi del mondo.
Viene preparata con latte bufalino oppure con latte vaccino, assumendo per legge le seguenti denominazioni.
“Mozzarella di bufala campana”: indica la mozzarella di latte bufalino a denominazione di origine protetta – fino al 1996 era la sola a poter essere chiamata semplicemente “mozzarella”.
“Mozzarella (nome marca) di latte di bufala”: indica la mozzarella di latte bufalino che non ha la denominazione di origine protetta.
“Mozzarella” (senza ulteriori specificazioni) o “mozzarella di latte vaccino” o “fior di latte”: indicano la mozzarella di latte vaccino.
“Mozzarella di bufala” e “Mozzarella bufalina” sono denominazioni non consentite dalla legge.
La mozzarella deve il suo nome all’operazione di mozzatura compiuta per separare dall’impasto i singoli pezzi durante la lavorazione artigianale, come testimonia anche la sua antica denominazione: mozza.
Le origini della mozzarella si perdono nel tempo e gli autori non sono d’accordo sull’epoca in cui fu inventato questo latticinio (più comunemente, ma meno correttamente, detto latticino); certamente esso ha una lunga storia. La mozzarella, a causa della necessità di essere consumata freschissima, sino all’avvento delle ferrovie era prodotta in piccole quantità ed era consumata esclusivamente nei pressi dei luoghi di produzione. Nei ricettari di epoca medioevale, tra i latticini più citati ci sono invece le provature, maggiormente conservabili della mozzarella, e dunque più facilmente commerciabili.
Oltre che da solo latte di bufala o solo latte vaccino, questo latticinio si può ricavare anche da latte misto ossia miscelato: in questo caso, i produttori sono tenuti a specificare le varie percentuali di latte bufalino e vaccino contenute adeguandosi alla legge che impone di apporre sull’etichetta il solo nome generico mozzarella, seguito dalla lista degli ingredienti.
Altre qualità sono quelle di solo latte pecorino e solo latte caprino la variante pecorina è tradizionalmente preparata in certe zone, mentre quella caprina è di origine recente. Esiste anche la variante definita da pizza che è riconosciuta da una norma legale; deve contenere meno acqua e grasso: 15-20% contro il 20-25% di quella da tavola.
La mozzarella è prodotta nelle tipiche forme tonde e sferoidali più o meno appiattite, in varie pezzature, ossia dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme da mezzo chilo e più: certi pezzi da latte bufalino arrivano a 5 chili; altre forme sono quella a treccia e, recentemente, a rotolo; esiste anche in versione affumicata. Di produzione esclusivamente industriale, è la pezzatura a ciliegina. In Molise (in particolare a Bojano) ed in Puglia viene prodotta anche nelle tipiche forme a fiaschetto.
La mozzarella viene consumata soprattutto al naturale; a volte è accompagnata da prosciutto crudo, altre volte condita con olio o utilizzata in insalate: tipica la caprese, con pomodori, origano, basilico e olio evo.
La mozzarella è inoltre molto usata su pizze, calzoni, panzerotti, cresce e in moltissime altre ricette, tradizionali come le melanzane alla parmigiana e la mozzarella in carrozza, o anche innovative, come le mozzarelline impanate e fritte.
Per produrre la tradizionale Pizza Napoletana SGT bisogna utilizzare, secondo il disciplinare, esclusivamente la mozzarella STG o il fior di latte Appennino meridionale (per la “Pizza Napoletana Margherita” STG) oppure la mozzarella di bufala campana DOP (per la “Pizza Napoletana Margherita Extra” STG) tagliata a listelli.












