Ingredienti
- 12 fette quadrate Panbrioche
- 12 fette Prosciutto crudo
- 12 fette scamorza
- 3 Pomodori
Direzione
Panbrioche al Prosciutto Crudo
I Panbrioche al Prosciutto Crudo sono un ottimo antipasto da servire a pranzo od a cena con familiari ed amici, anche con aperitivo.
Per il Panbrioche al Prosciutto Crudo disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Lavare sotto acqua corrente, i pomodori, sul piano di lavoro, con un coltello ben affilato, eliminare torsolo e semi, tagliare 12 fette e tenere da parte.
Nel tostapane tostare le 12 fette di panbrioche.
Formare 3 grossi panini di 4 fette di panbrioche ciascuno farcendo i 3 strati con fettine di prosciutto crudo e fettine di scamorza, fissare con degli stuzzicadenti gli angoli dei 3 panini.
Tagliare ciascun panino con un taglio incrociato in modo da ottenere 12 triangoli, eliminare gli stuzzicadenti.
Mettere sopra ad ogni triangolo 1 fetta di pomodoro infilzata con uno stuzzicadenti.
Depositare ordinatamente su di un piatto di portata e guarnire a piacere.
Nota
I Panbrioche al prosciutto crudo son conosciuti anche con il nome di ”Club-andwich”
Se si volessero fare altri tipi di panini in casa:
Impastare per un paio di minuti 500gr di pasta pane e formare delle piccole pagnotte, chiamate in dialetto palermitano “vastedde”.
Mettere i semi di sesamo in un piatto piano.
Spennellare la sommità dei panini con un po’ d’acqua e pressarla sui semi di sesamo, in modo che questi ultimi rimangano attaccati alla superficie della pasta lievitata.
Adagiare i pani sulla piastra del forno, avendo cura di posizionare verso l’alto la parte con il sesamo.
Lasciarli cuocere nel forno preriscaldato a 200°C fino a quando saranno dorati.
Tenerli, poi, in caldo.
Per il panino (in palermitano “vastedda”):
500 g di pasta di pane già lievitata, 25 g di semi di sesamo.
Per il panino detto “schettu” (celibe, cioè con un solo ingrediente):
500 g di milza da sola o assieme a polmone di vitello.
In alternativa:
Per il “pani ca meusa maritatu” (sposato, cioè con più ingredienti):
400 g di milza (con o senza polmone), caciocavallo stagionato ragusano a scaglie q.b. o ricotta freschissima di pecora q.b.
Se, invece, si preferisce un pane più saporito, ricoprire le frattaglie con scaglie di caciocavallo o con ricotta di pecora.
In tal caso si gusta un “pani ca meusa maritatu”.
Se, poi, proprio si vuole eccedere, mangiare il pane con milza, caciocavallo e ricotta freschissima.
Questa ricetta è della tradizione esclusiva di Palermo.
Il Pani ca Meusa (pane con la milza) è un cibo da strada (street food) della cucina tradizionale palermitana.
“U pani cà meusa”, assieme a “Pane e panelle” è il piatto da strada più venduto a Palermo.
Negli angoli delle strade più frequentate e soprattutto all’interno della Vucceria (il mercato storico più noto di Palermo) o di altri mercati (Ballarò, etc) il “meusaru” appronta ogni mattina il suo “laboratorio artigianale”, composto da una pentola inclinata di alluminio, all’interno del quale vi è lo strutto ben caldo, uno o più vassoi contenenti la milza (meusa) e il polmone già lessati e tagliati a fettine, il forchettone dalla forme caratteristica a due denti (con cui estrarre le frattaglie dallo strutto) e le vastelle (“vasteddi”) tenute in caldo in un cesto ricoperto con un telo.
Appena arriva un cliente chiede: “ a vastedda a vuoli schetta o maritata?
Si regola, poi, a seconda della risposta ottenuta.
Avvolge, poi, il “panino ca meusa” (panino con la milza) nell’apposita carta e lo porge all’avventore che lo addenta subito con goduria.












