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Paparot

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Ingredienti

Regola porzioni:
500gr Spinaci
40gr Burro
2 cucchiai Farina 00
3 cucchiai Farina gialla
1 spicchio Aglio
qb Pepe
qb Sale

Informazioni nutrizionali

2,42g
Proteine
213k
Calorie
2,26g
Grassi
45,5g
Carboidrati
1,2g
Zuccheri

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Paparot

Paparot

Caratteristiche:
  • Tradizionale

In una pentola mettere a soffriggere il burro, l’aglio e la farina, mescolare bene.
Aggiungere gli spinaci tritati, pepe e sale e soffriggere per 10 minuti.
Togliere l’aglio.
Versare l’acqua di cottura degli spinaci e far bollire per 30 minuti.
Aggiungere la farina gialla e frustare bene in modo che non si formino grumi.
Far cuocere per 10 minuti.

  • 60
  • Porzioni 6
  • Easy

Ingredienti

Indicazioni

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Paparot

Il Paparot è un primo piatto gustosissimo della tradizione culinaria triestina e istriana, da annoverare fra i confort food, è una minestra tipicamente invernale.

Per il Paparot
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina,
le foglie di spinaci e tenere da parte.

Pelare, l’aglio e tenere da parte.

In una pentola con 2 litri di acqua bollente leggermente salata,
mettere a lessare gli spinaci,
conservare l’acqua di cottura.

Scolarli, strizzarli,
tritarli finemente
e tenere da parte.

In una pentola mettere a soffriggere il burro,
l’aglio e la farina, mescolare bene.

Aggiungere gli spinaci tritati,
pepe e sale
e soffriggere per 10 minuti.

Togliere l’aglio.

Versare l’acqua di cottura degli spinaci
e far bollire per 30 minuti.

Aggiungere la farina gialla
e frustare bene in modo che non si formino grumi.

Far cuocere per 10 minuti.

 

Servire il Paparot in tavola
ad ogni commensale su piatto individuale.

 

 

Nota
Lo spinacio (Spinanacia oleracea) è della famiglia delle  Chenopodiaceae.

In Italia è arrivato attorno all’anno 1000, direttamente dalla Spagna dove era stato diffuso dagli arabi o dai crociati, a seconda delle versioni. L’origine più probabile è persiana. La sua coltivazione si diffonde solamente a partire dal quattordicesimo secolo, in particolar modo in Toscana, negli orti delle suore Benedettine. Si narra che fossero molto amati da Caterina de’ Medici, tanto che, alla sua partenza per la Francia dove sarebbe diventata moglie del futuro re Enrico II, portò con sé alcuni cuochi di corte per assicurarsi di avere sempre a disposizione sulla tavola gli amati spinaci. Sembra derivare da qui il detto tutto francese à la florentine, riferito alle pietanze servite su un letto di spinaci. Di questa pianta si consumano le foglie spesse e verdi. Gli spinaci sono tra gli ortaggi con il più alto contenuto di ferro, ma è diffusa l’errata convinzione che ne contenga un quantitativo elevato tanto che a volte si mangiano spinaci in alcuni casi di anemia. Sembra che questa credenza, più volte smentita, sia nata in seguito ad un errore di battitura su un’etichetta: invece di scrivere 3,4 mg ogni 100 gr, anche se secondo altre rilevazioni la quantità sarebbe di 2,9 mg ogni 100gr, fu scritto 34. Questo avvenne prima del 1929, quando fece la sua comparsa il fumetto Braccio di Ferro. A parità di peso altri vegetali hanno un contenuto di ferro molto più alto: lenticchie (9 mg di ferro ogni 100 g), semi di girasole (8,9 mg), farina di soia (8,4 mg), ceci (6,7 mg/100 g). Sono indicati per la salute dei nostri occhi, per prevenire patologie all’apparato cardiocircolatorio, oltre che per le gestanti. Pur essendo più comoda la cottura in acqua, il consiglio degli esperti per mantenere intatte tutte le proprietà positive degli spinaci è quello di mangiarli crudi, oppure di scottarli senza l’utilizzo di acqua, visto che ne contengono già in abbondanza. Gli spinaci possono essere surgelati ed hanno la proprietà di non perdere il sapore li hanno fatti diventare nel tempo uno dei prodotti principali dell’industria conserviera. I vari tipi di spinaci vengono impiegati in modi diversi in cucina, ci sono quelli piccoli e con foglie lisce, destinati ad essere mangiati crudi, in insalata; ci sono poi quelli con foglie molto sottili, difficili da trovare sul mercato perché coltivati per la produzione di surgelati; per finire ci sono quelli con foglie più coriacee e bollose, che sono invece destinate al consumo fresco solo a seguito di una cottura. Negli ultimi anni, si stanno sempre di più diffondendo le varietà a foglia liscia anche per la cottura casalinga, perché più facili da lavare e pulire dai residui di terra e sabbia. Si tratta di una verdura che si può trovare quasi tutto l’anno, anche se il picco di produzione si ha fra l’autunno e l’inverno, con semine che vanno dalla fine dell’estate all’inizio dell’autunno.

 

 

Palline di Ricotta in Brodo

 

 

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