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Penne con Lattuga e Cozze

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Ingredienti

Regolare le porzioni
400gr Penne
200gr lattuga
600gr Cozze
10 fili Erba cipollina
1 spicchio Aglio
1/4 di bicchiere Vino bianco secco
3 cucchiai Olio Evo
qb Pepe
qb Sale

informazioni Nutrizionali

6g
Proteine
160k
Calorie
1,3g
Grassi
31g
Carboidrati
1g
Zuccheri

Penne con Lattuga e Cozze

Caratteristiche:
  • Tradizionale

In una padella antiaderente mettere a scaldare 1 cucchiaio di olio evo.
Aggiungere l’aglio, le cozze, il vino bianco, coprire la padella con il suo coperchio e farle aprire.
Sgusciarle e tenere da parte i mitili ed un mestolo di acqua di cottura.
In una ciotola mettere l’acqua di cottura delle cozze, l’olio evo restante, l’erba cipollina tritata, pepe, sale ed emulsionare con i rebbi di una forchetta e tenere da parte.
In una pentola piena di acqua bollente salata, mettere a cuocere la pasta, per il tempo di cottura indicato sulla confezione dal produttore.
Scolarla, metterla in una zuppiera, versare la lattuga a quadrotti, il composto con l’erba cipollina e mescolare bene.

  • 40
  • Serves 4
  • Facile

Ingredienti

Direzione

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Penne con Lattuga e Cozze

Le Penne con Lattuga e Cozze sono un primo piatto gustoso, ottimo da gustare a pranzo od a cena con familiari ed amici.

Per le Penne con Lattuga e Cozze disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

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Pulire, lavare, tritare l’erba cipollina e tenere da parte.

Mettere le foglie di insalata nella centrifuga per verdure, lavarle cambiando almeno 3 volte l’acqua di lavatura, azionare la centrifuga per asciugarle, spezzettarle a mano a quadrotti e tenere da parte.

Pelare l’aglio e tenere da parte.

Mettere le cozze sotto acqua corrente, eliminare il bisso, la barbetta che esce dalle due valve.

Spazzolare le cozze una ad una, sempre sotto acqua corrente per rimuovere completamente tutte le incrostazioni.

Mettere le cozze man mano che si spazzolano in una ciotola capiente con acqua ed una manciata di sale grosso.

Lasciar riposare per 3 ore, in modo che ogni residuo di sabbia ed eventuali impurità verranno espulse dall’interno del mitile.

Cambiare l’acqua 3 o 4 volte nelle 3 ore aggiungendo sempre una manciata di sale grosso.

Mettere le cozze in uno scola pasta e far sgocciolare.

In una padella antiaderente mettere a scaldare 1 cucchiaio di olio evo.

Aggiungere l’aglio, le cozze, il vino bianco, coprire la padella con il suo coperchio e farle aprire.

Sgusciarle e tenere da parte i mitili ed un mestolo di acqua di cottura.

In una ciotola mettere l’acqua di cottura delle cozze, l’olio evo restante, l’erba cipollina tritata, pepe, sale ed emulsionare con i rebbi di una forchetta e tenere da parte.

In una pentola piena di acqua bollente salata, mettere a cuocere la pasta, per il tempo di cottura indicato sulla confezione dal produttore.

Scolarla, metterla in una zuppiera, versare la lattuga a quadrotti, il composto con l’erba cipollina e mescolare bene.

Servire in tavola direttamente nella zuppiera.

Nota

A piacere, per questa ricetta per velocizzare i tempi di esecuzione, si possono utilizzare le cozze già pulite e surgelate.

Il mitilo o cozza (Mytilus galloprovincialis), Regolamento (CE) N. 1638/2001 e Regolamento (CE) N. 216/2009), è un mollusco bivalve ed equivalve. I mitili vengono chiamati comunemente anche cozze, muscoli, peoci, pedoli, móscioli, a seconda della zona geografica italiana. Quando è necessario distinguere questa specie dalle altre del genere Mytilus, essa viene indicata con l’espressione mitilo mediterraneo.

È un mollusco lamellibranco, dotato cioè di branchie a lamelle che assorbono l’ossigeno per la respirazione e che trattengono contemporaneamente il cibo per l’alimentazione, costituita soprattutto da placton e particellato organico in sospensione.

La distribuzione naturale del mitilo mediterraneo comprende tutte zone ove vi siano scogli, emersi o sommersi, in tutto il Mediterraneo, il Mar Nero e la fascia costiera dell’Atlantico orientale, dal Marocco alle Isole Britanniche.

I mitili sono frutti di mare molto apprezzati. Per questo motivo essi sono allevati in vivai distribuiti in tutto il Mediterraneo ed in alcune zone, particolarmente vocate, si pratica la pesca dei mitili selvatici.

Molte sono le ricette gastronomiche che vedono i mitili come protagonisti come in pentola o padella (eventualmente con vino bianco, pepe o altri aromi) insieme ai loro gusci; come componente di spiedini; fritti in pastella; come componente di sughi per condire la pasta, da soli o con altri frutti di mare; gratinati al forno con pan grattato, prezzemolo, aglio ed olio di oliva; in pentola con solo pepe e cotte con il coperchio (dopo opportuna pulizia dei gusci e del bisso – il filamento tipo spago che le tiene ancorate). Nel napoletano questa preparazione si chiama “impepata di cozze”, mentre se vi si aggiunge l’aglio e l’olio si chiama “sauté di cozze”.

Il mitilo mediterraneo è edule, ma il suo consumo richiede molte precauzioni poiché esso, se cresciuto in zone marine prossime a scarichi urbani od in zone ove le correnti marine trascinano elementi provenienti da acque reflue, può essere facilmente ricettacolo di batteri e/o virus molto pericolosi. Infatti i mitili, come d’altro canto tutti i lamellibranchi, filtrano attraverso le loro branchie una gran quantità di acqua trattenendone particelle e microorganismi in essa sospesi. I mitili potrebbero essere utilizzati per la depurazione delle acque, in quanto possono filtrare fino a 1000 litri di acqua al giorno. Per i motivi suddetti è sconsigliabile l’uso comune di mangiarli crudi. In ogni caso nella cottura i mitili devono necessariamente aprirsi in modo tale da far fluire il calore al centro del mollusco uccidendo tutti i batteri.

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