Pesto alla genovese

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Ingredienti

Regola porzioni:
2 spicchi Aglio di Vessalico
2 mazzi Basilico di Prà
2 cucchiai Pinoli
30gr Parmigiano Reggiano
30gr Pecorino
1 bicchiere Olio Evo
qb Sale

Informazioni nutrizionali

3,15g
Proteine
23k
Calorie
1,6g
Grassi
2,65g
Carboidrati
0,7g
Zuccheri

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Pesto alla genovese

Pesto alla genovese

Caratteristiche:
  • Tradizionale

Mettere nel mortaio le foglie di basilico lavate ed asciugate.
Aggiungere l'aglio ed i pinoli, un pizzico di sale ed il formaggio.
Pestare fino ad ottenere un composto ben amalgamato.
Unire infine l'olio mescolando sempre in modo da ottenere una salsa ben legata e densa.

  • 15
  • Porzioni 4
  • Easy

Ingredienti

Indicazioni

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Il Pesto alla genovese è la salsa più celebre della cucina tradizionale ligure. Il Pesto alla genovese è una salsa fredda conosciuta ed amata in tutto il mondo. Il Pesto alla genovese è stato anche inserito tra i Prodotti agroalimentari tradizionali liguri e la sua denominazione è soggetta a un disciplinare messo a punto dal Consorzio del pesto genovese

 

Per il Pesto alla genovese
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina:

  • le foglie di basilico e tenere da parte
  • Pelare l’aglio, eliminare il germoglio verde interno,
    soprattutto quando l’aglio non è più novello, tritarlo e tenere da parte.

Mettere nel mortaio le foglie di basilico lavate ed asciugate.

Aggiungere l’aglio ed i pinoli,
un pizzico di sale ed il formaggio.

Pestare fino ad ottenere un composto ben amalgamato.

 

Unire infine l’olio mescolando sempre in modo da ottenere
una salsa ben legata e densa.

 

Oppure

più velocemente frullare con minipimer ad immersione:

l’olio con il parmigiano, il pecorino, il sale ed i pinoli.

Alla fine aggiungere il basilico frullando velocemente
per non farlo scaldare.

Usare la salsa per tutte le preparazioni per cui necessiti il suo uso
o la si voglia utilizzare.

 

 

Nota
Tenere il contenitore in cui si frullano gli ingredienti immerso nel ghiaccio o nel freezer per 45 minuti ciò evita l’ossidazione del pesto, per farlo rimanere verde brillante.

Sbollentare 3 volte l’aglio nel latte, tagliare a metà e togliere l’anima (il germoglio verde interno), così trattato è più digeribile.

Non fare mai saltare in padella la pasta con il pesto.

Il pesto sprigiona la sua fragranza con il calore della pasta appena scolata.

Le paste più indicate sono:

Trofie fresche cotte con fagiolini e tocchetti lessi di patate.

Orzo e farro lessati serviti a freddo con pomodorini a tocchetti conditi con aglio, olio e basilico.

Il Pesto alla genovese si usa principalmente come condimento per primi piatti come gnocchi, spaghetti o le famose lasagne alla ligure. Il Pesto alla genovese è una squisita salsa fredda il cui ingrediente base è il basilico.

L’aglio (Allium sativum ) è una pianta coltivata bulbosa, assegnata tradizionalmente alla famiglia delle Lilliaceae.

Il suo utilizzo primo è quello di condimento, ma è ugualmente usato a scopo terapeutico per le proprietà congiuntamente attribuitegli dalla scienza e dalle tradizioni popolari.

A causa della sua coltivazione molto diffusa l’aglio viene considerato quasi ubiquitario, ma le sue origini sono asiatiche (sono state rintracciate nella Siberia sud-occidentale), velocemente diffusosi nel bacino mediterraneo e già conosciuto nell’antico Egitto.

L’odore caratteristico dell’aglio è dovuto a numerosi composti organici di zolfo tra cui l’ alliina ed i suoi derivati, come l’allicina ed il disolfuro di diallile.

La pianta non ama il freddo autunno-invernale. Allora comincia ad afflosciarsi, fino a seccarsi del tutto. È a questo punto che il tubero sotterraneo andrebbe raccolto. I bulbi che invece si lasciano in loco, rivegeteranno l’anno seguente, coi primi caldi. L’aglio in cucina è molto utilizzato come condimento, ad esempio come ingrediente per salse come Bagna cauda, pesto, aioli, tzatziki . La parte commestibile sono i bulbilli (spicchi). Si consuma crudo o cotto, fresco o secco, intero, a fettine, tritato, in polvere. Talvolta gli spicchi vengono utilizzati per insaporire la pietanza ma non vengono direttamente consumati.

Nel folclore europeo, si riteneva che l’aglio tenesse lontani i vampiri e si indossava in un sacchetto intorno al collo. Questa tradizione si può collegare al fatto che i vampiri erano considerati dei “parassiti” e conseguentemente l’aglio, avendo proprietà antibatteriche, li teneva lontani.

Il suo potere antisettico era noto fin dall’antichità: nel Medioevo i medici usavano delle mascherine imbevute di succo d’aglio per proteggersi dalle infezioni e tutt’oggi è ampiamente usato nella medicina popolare.

Si consigliava di tenere l’aglio addosso la notte che precede il 24 giugno (S. Giovanni Battista) insieme ad altre erbe per proteggersi dalle streghe che in quella data, secondo la tradizione, celebrerebbero il grande sabba annuale che coincide con il solstizio d’ Estate.

 

Sugo Estivo

 

Focaccia Genovese alla Raoul

 

 

 

 

 

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