Ingredienti
- 4 Petti di tacchinoda 150gr l’uno
- 50gr Mandorlea scaglie
- 30gr Farina 0
- 30gr Pangrattato
- 30gr Burro
- 1 Uova
- 2 cucchiai Olio Evo
- qb Sale
Direzione
Petti di Tacchino alle Mandorle
I Petti di Tacchino alle Mandorle sono un piatto gustoso e saporito ideale per un pranzo od una cena in famiglia o con amici.
Peri Petti di Tacchino alle Mandorle disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
In un piatto fondo mettere la farina e tenere da parte.
In un piatto fondo mettere il pangrattato e tenere da parte.
In un piatto fondo sbattere con i rebbi di una forchetta l’uovo con 1 pizzico di sale e tenere da parte.
Sul piano di lavoro, con un coltello ben affilato, tritare grossolanamente le mandorle a scaglie, mischiarle al pangrattato e tenere da parte.
Lavare i petti di tacchino, asciugarli con carta assorbente da cucina, batterli leggermente con il pesta-carne per rompere le fibre, salarli, passarli nella farina, poi nell’uovo sbattuto ed infine nel pangrattato con le mandorle, far aderire bene la panatura.
In una padella antiaderente mettere a sfrigolare il burro e l’olio evo.
Aggiungere i petti di tacchino panati, farli rosolare da ambo le parti a fuoco vivace, togliere dal fuoco ben dorati.
Disporre i petti di tacchino dorati ordinatamente su di un piatto di portata.
Servire in tavola direttamente sul piatto di portata preparato.
Nota
I Petti di Tacchino alle Mandorle si possono servire con un contorno di patatine fritte od al forno o con verdura fresca di stagione.
I tacchini (genere Meleagris) sono gallinacei snelli, con zampe piuttosto lunghe ed ali e coda proporzionalmente corte. Testa e parte superiore del collo appaiono bitorzolute, e dalla mandibola superiore del becco, breve robusto ed arcuato, pende nel maschio un’escrescenza carnosa ed erettile di forma conica quando contratta e flaccida e pendula negli altri casi. Il tacchino “gloglotta”, quindi il suo verso è un gloglottio. In Europa, il tacchino fu introdotto poco dopo la scoperta dell’America. Nel XVI secolo esso era ancora rarissimo e ricercato, mentre oggi è uno dei più diffusi tra gli uccelli domestici. Il tacchino viene utilizzato soprattutto per la carne, l’incubazione, le uova e la piuma.
Grande consumo di tacchini si fa in alcuni paesi, specialmente in Inghilterra, per le feste di Natale. I maggiori paesi esportatori sono il Canada, l’Irlanda, l’Ungheria e la Iugoslavia.
In Italia si allevano tacchini di piccola mole (in parte esportati) soprattutto nell’Emilia e nel Mezzogiorno. Razze Italiane: Brianzolo, castano precoce, bronzato comune, bronzato dei colli Euganei, ermellinato di Rovigo, nero d’Italia, parma e piacenza, romagnolo. La carne di tacchino si distingue per il suo elevato apporto nutritivo associato ad una contenuta presenza di grassi, si tratta di una carne che dona tante proteine e pochi grassi e ciò spiega la sua affermazione nella cucina italiana. Tra i diversi tagli di carne di tacchino è molto nota la fesa, la parte corrispondente al petto del volatile, la quale può essere gustata sotto diverse forme. La fesa di tacchino è venduta intera, a fettine e come salume. La fesa intera è perfetta per la preparazione di arrosti delicati e magri, mentre le fettine possono essere cucinate in padella in pochi minuti, con burro e salvia o accompagnandole a verdure saltate. Dai muscoli del petto dei tacchini viene anche ricavato un ottimo salume, insaccato in una rete elastica e affumicato o spennellato sulla superficie con del caramello. Questo salume è ottimo da tagliare a fette e da gustare da solo oppure accompagnandolo con una saporita salsa tonnata o maionese. La salsa fatta con tonno, maionese, capperi, acciughe, limone e pepe è un connubio ideale tra la carne di tacchino e la salsa tonnata ottima anche per la preparazione di panini imbottiti. La più antica rappresentazione di un tacchino in pittura in Europa si trova nella “Stanza degli Uccelli” di Villa Medici a Roma, fatta affrescare a Jacopo Zucchi nel 1576-1580 da Ferdinando I De’ Medici.












