Ragù di Maiale alla Pugliese

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Ingredients

Adjust Servings:
400gr Carne trita maiale spalla o coscia
1 Carote
1 Cipolla
1 costa Sedano
4 rametti Prezzemolo
40gr Burro
600gr Passata di pomodoro
2 cucchiai Olio Evo
1/2 bicchiere Vino bianco secco
qb Pepe
qb Sale

Nutritional information

25g
Proteine
271k
Calorie
17,1g
Grassi
1g
Carboidrati
1g
Zuccheri

Ragù di Maiale alla Pugliese

Ragù di Maiale alla Pugliese

Features:
  • Tradizionale

Ragù di Maiale alla Pugliese:
In una padella antiaderente mettere a sfrigolare il burro e l’olio evo.
Aggiungere la cipolla, la carota, il sedano tutti tritati, i rametti di prezzemolo e far imbiondire.
Unire la carne trita e far rosolare mescolando.
Versare il vino bianco secco e far evaporare quasi completamente.
Aggiungere la passata di pomodoro, pepe, sale e cuocere a fiamma bassa ed a padella coperta per 90 minuti, mescolare di tanto in tanto.
Aggiungere un po’ di acqua calda se la preparazione asciugasse troppo.
Eliminare i rametti di prezzemolo ed il ragù è pronto.

  • 105
  • Serves 4
  • Easy

Ingredients

Directions

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Ragù di Maiale alla Pugliese

Il Ragù di Maiale alla Pugliese è un ottimo condimento per qualsiasi tipo di pasta.

Per il Ragù di Maiale alla Pugliese disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

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Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, i rametti di prezzemolo  e tenere da parte.

Pulire, lavare, tritare la cipolla e tenere da parte.

Pelare la carota, lavarla, tritarla e tenere da parte.

Lavare il sedano, pestarlo con la lama di un coltello, tritarlo e tenere da parte.

In una padella antiaderente mettere a sfrigolare il burro e l’olio evo.

Aggiungere la cipolla, la carota, il sedano tutti tritati, i rametti di prezzemolo e far imbiondire.

Unire la carne trita e far rosolare mescolando.

Versare il vino bianco secco e far evaporare quasi completamente.

Aggiungere la passata di pomodoro, pepe, sale e cuocere a fiamma bassa ed a padella coperta per 90 minuti, mescolare di tanto in tanto.

Aggiungere un po’ di acqua calda se la preparazione asciugasse troppo.

Eliminare i rametti di prezzemolo ed il ragù è pronto.

 

 

 

Nota

Il maiale (Sus scrofa domesticus), chiamato anche suino o porco, è un suide addomesticato appartenente ai mammiferi dell’ordine artidattili suiformi. Il maschio fertile si chiama verro, la femmina scrofa e i cuccioli lattonzoli; questi ultimi, in particolare, a loro volta si definiscono verretti se maschi o scrofette se femmine.

Si tratta di uno tra gli animali da macello più diffusi e più utilizzati dall’uomo, anche in ragione dell’ampia gamma di sottoprodotti derivati, che vanno da articolatissime specifiche lavorazioni delle sue carni allo sfruttamento delle setole (da qui il detto “del maiale non si butta via niente”). Il maiale domestico appartiene alla stessa specie del cinghiale e può riprodursi con esso.

Il termine maiale deriva dal latino majalem (“porco castrato”), così chiamato poiché era spesso utilizzato come sacrificio a Maia, madre di Mercurio.

L’allevamento del maiale pare antichissimo, e raffigurazioni di suoi presumibili progenitori sono anche nei graffiti della grotta di Altamira (ca. 40.000 a.C.). Intorno al 5.000 a.C. si suppone che sia avvenuta la domesticazione, in Cina, e tracce di poco più recenti se ne hanno anche in Mesopotamia.

Il maiale è sempre stato di vitale importanza nel sistema alimentare dell’uomo e la sua copiosa produzione lo ha reso di generale popolarità. Molte delle caratteristiche morfologiche o comportamentali del maiale sono anzi entrate nella fraseologia comune presso quasi tutte le culture (per lo più in senso spregiativo o offensivo, sino alla blasfemia).

Le caratteristiche nutrizionali della carne di maiale, ricca di grassi, sono forse all’origine di taluni precetti di alcune religioni (particolarmente di alcune originate in aree calde del Pianeta) che vietano di cibarsene o ne limitano l’assunzione.

L’utilizzo del maiale in cucina è sempre stato il principale e spesso unico scopo del suo allevamento. La sua carne viene utilizzata in svariati modi culinari, cotta con tecniche simili a quelle della carne bovina, oppure utilizzata per farne salumi di vario genere o per utilizzarne il solo grasso, a seconda del taglio. Si usano in cucina anche alcune frattaglie, fra cui il cervello, il fegato, il sangue (come, ad esempio, nel migliaccio pistoiese) e addirittura i piedi. Le varie forme culinarie di utilizzo possono variare da paese a paese e, all’interno dello stesso, da regione a regione. Nemmeno il grasso distribuito nella parte interna del maiale viene sprecato: si tratta della sugna, che viene fusa e poi utilizzata in vari modi, tra i quali la ricopertura della parte magra del prosciutto nella fase di stagionatura di quest’ultimo. In Italia la cottura delle carni avviene quasi sempre in padella o sulla griglia, mediante frittura o a fuoco lento nella preparazione di arrosti e brasati. Nei paesi nordici quali Germania e Austria parti delle carni di maiale idonee vengono anche servite bollite.

 

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