Salsa “ Agghiotta “

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Ingredienti

Regola porzioni:
300gr Pomodori maturi e sodi
6 cucchiai Olio Evo
1 Cipolle rosse
1 spicchio Aglio
30gr Uvetta
30gr Pinoli
1 cucchiaio Capperi sotto sale
50gr Olive verdi denocciolate
qb Sale
qb Pepe

Informazioni nutrizionali

1g
Proteine
32k
Calorie
15g
Grassi
4,8g
Carboidrati
2,65g
Zuccheri

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Salsa “ Agghiotta “

Salsa “ Agghiotta “

Caratteristiche:
  • Tradizionale

In una padella antiaderente mettere a rosolare con l'olio, la cipolla e l'aglio.
Unire i pinoli, l'uvetta, i capperi, le olive e i pomodori tritati.
Coprire con un coperchio e lasciar cuocere a fuoco moderato per 15 minuti.

  • 30
  • Porzioni 4
  • Easy

Ingredienti

Indicazioni

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Salsa “ Agghiotta “

La Salsa “ Agghiotta “ è una salsa della tradizione culinaria siciliana e più precisamente di Catania, utilizzata per il condimento di pesce e riso integrale.

Per la Salsa “ Agghiotta “
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Ammorbidire per 30 minuti l’uvetta in acqua tiepida,
strizzarla e tenere da parte.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina i pomodori,
pelarli, eliminare i semi, tritarli e tenere da parte.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina,
i capperi e tenere da parte.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina le olive,
tagliarle alcune a metà e tenere da parte.

Pelare l’aglio, eliminare il germoglio verde interno,
soprattutto quando l’aglio non è più novello, schiacciarlo e tenere da parte.

Pulire, lavare, eliminare il germoglio verde interno,
tritare la cipolla e tenere da parte.

In una padella antiaderente mettere a rosolare con l’olio,
la cipolla e l’aglio.

Unire i pinoli, l’uvetta, i capperi,
le olive e i pomodori tritati.

Coprire con un coperchio
e lasciar cuocere a fuoco moderato per 15 minuti.

Usare la salsa per tutte le preparazioni per cui necessiti il suo uso
o la si voglia utilizzare.

 

 

Nota
Salsa Siciliana (Catanese) che accompagna il pesce.

La Salsa “ Agghiotta “è utilizzata, anche, per condire grigliate di pesce spada e sgombro.

Il cappero o Capparis spinosa è un piccolo arbusto o suffrutice ramificato a portamento prostrato-ricadente. Della pianta si consumano i boccioli, detti capperi, e più raramente i frutti, noti come cucunci. Entrambi si conservano sott’olio, sotto aceto o sotto sale. Il portamento della pianta dei capperi è cespitoso, con fusto subito ramificato e rami lignificati solo nella parte basale, spesso molto lunghi, dapprima eretti, poi striscianti o ricadenti. La pianta entra in riposo durante i mesi freddi. In piena primavera riprende l’attività vegetativa e fiorisce nei mesi di maggio e giugno. La fioritura si protrae durante l’estate in condizioni di umidità favorevoli ed in tarda estate riprende d’intensità per diminuire progressivamente al sopraggiungere dell’autunno. Il cappero è coltivato fin dall’antichità ed è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo. È spontaneo solo su substrati calcarei: nel suo ambiente naturale cresce sulle rupi calcaree, nelle falesie, su vecchie mura, formando spesso cespi con rami ricadenti lunghi anche diversi metri. È una pianta eliofila e xerofila con esigenze idriche limitatissime. Le proprietà aromatiche sono contenute nei boccioli del fiore comunemente chiamati capperi. Utilizzati in gastronomia da millenni, si raccolgono ancora chiusi e si conservano in macerazione sotto sale o sotto aceto. I capperi sono solitamente usati per aromatizzare le pietanze e si sposano bene con una grande varietà di cibi: dalla carne, al pesce, alla pasta. Il frutto, di sapore simile ma più delicato del cappero, è detto cucuncio, cocuncio o capperone e si trova in commercio sotto sale, sott’olio o sotto aceto. È usato tradizionalmente nella cucina eoliana (isole Eolie) per condire piatti di pesce. Gli eoliani usano anche dissalare i cucunci o i capperi e consumarli al pari di una qualsiasi verdura, di solito in insalata. In ambito culinario vengono utilizzate anche le giovani foglie come insalata, previa cottura per pochi minuti in acqua bollente. L’ampia diffusione in Sicilia e l’uso tradizionale che se ne fa nella cucina siciliana hanno portato i capperi ad essere inseriti nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) dal  (Mipaaf) come prodotto tipico Siciliano. Il Cappero di Pantelleria ha invece ottenuto l’ Indicazione geografica protetta (IGP). Fin dall’antichità è diffusa la credenza che attribuisce proprietà afrodisiache al cappero. I capperi contengono più quercitina in rapporto al peso di ogni altra pianta. In erboristeria è utilizzata la corteccia della radice. I principi attivi hanno proprietà diuretiche e protettrici dei vasi sanguigni. Può essere utilizzata nella cura della gotta, delle emorroidi, delle varici. Un infuso preparato con radici di cappero e germogli giovani era utilizzato in medicina popolare per alleviare i reumatismi.

 

Peverada

 

 

Remoulade

 

 

 

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