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Sanguinaccio dolce Napoletano

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Ingredienti

Regola porzioni:
15gr Farina 00
1/2 litro Latte
250gr Zucchero
100gr Cioccolato fondente
75gr Cacao amaro
40gr Maizena
30gr Burro
1 cucchiaio Cannella in polvere
2 bustine Vanillina
80gr gocce di cioccolato

Informazioni nutrizionali

3,9g
Proteine
507k
Calorie
34g
Grassi
60,4g
Carboidrati
51,5g
Zuccheri

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Sanguinaccio dolce Napoletano

Sanguinaccio dolce Napoletano

Caratteristiche:
  • Tradizionale

In una pentola setacciare con il colino a trama fine il cacao amaro, la farina, la maizena, lo zucchero, la cannella ed 1 bustina vanillina.
Versare il latte nella pentola poco per volta il latte, mescolare bene, aggiungere la quantità di latte successiva solo quando si sarà formata una crema liscia, continuare a mescolare fino ad esaurimento del latte.
Mettere su fuoco basso la pentola e portare ad ebollizione frustando continuamente, per 12 minuti, fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea.
Togliere la pentola dal fuoco ed aggiungere il cioccolato tritato finemente ed il burro, mescolare velocemente.
Se la consistenza risultasse ancora un po’ liquida, riportare la pentola sul fuoco basso, frustando continuamente la crema per 2 minuti.

  • 25
  • Porzioni 6
  • Easy

Ingredienti

Indicazioni

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Sanguinaccio dolce Napoletano

Il Sanguinaccio dolce Napoletano è perfetto da accompagnare le Chiacchiere di Carnevale. Il Sanguinaccio dolce Napoletano è un delizioso dolce al cucchiaio, una crema densa e vellutata al profumo di cannella.

Per il Sanguinaccio dolce Napoletano
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Sul piano di lavoro, con un coltello ben affilato,
tritare finemente il cioccolato fondente
e tenere da parte.

In una ciotola versare il latte
e mescolarlo con 1 bustina di vanillina
e tenere da parte.

In una pentola setacciare
con il colino a trama fine il cacao amaro,
la farina, la maizena, lo zucchero,
la cannella ed 1 bustina vanillina.

Versare il latte nella pentola poco per volta il latte,
mescolare bene,
aggiungere la quantità di latte successiva
solo quando si sarà formata una crema liscia,
continuare a mescolare fino ad esaurimento del latte.

Mettere su fuoco basso la pentola
e portare ad ebollizione frustando continuamente,
per 12 minuti, fino ad ottenere una crema liscia
ed omogenea.

Togliere la pentola dal fuoco
ed aggiungere il cioccolato tritato finemente ed il burro,
mescolare velocemente.

Se la consistenza risultasse ancora un pò liquida,
riportare la pentola sul fuoco basso,
frustando continuamente la crema per 2 minuti.

Coprire la pentola con la pellicola trasparente per alimenti,
per evitare che si formi la pellicina in superficie durante il raffreddamento.

Far raffreddare completamente il Sanguinaccio dolce
a temperatura ambiente.

Mettere in frigorifero fino al momento di servire.

Servire il Sanguinaccio dolce ad ogni commensale
su piattino da dessert individuale
con una cucchiaiata di gocce di cioccolato.

 

Nota
Il Sanguinaccio dolce Napoletano si conserva in frigorifero per 6 giorni, coperto da pellicola per alimenti oppure riposto in un contenitore ermetico.

Il Sanguinaccio dolce Napoletano si prepara nel periodo di Carnevale per accompagnare le chiacchiere.

E’ un dolce della tradizione contadina del centro e sud Italia che nei tempi antichi veniva preparata con aggiunta di sangue di maiale per questo motivo il nome “Sanguinaccio”

Esistono diverse varianti a seconda della regione dove viene realizzato.

Come tradizione vuole, il martedì grasso si serve il Sanguinaccio dolce per inzuppare le chiacchiere di carnevale.

Questa ricetta si può sfruttare per tutto l’anno per svariate preparazioni al cucchiaio ma anche per inzuppare i Savoiardi, Biscotti di ogni tipo, le Sfogliatine o per realizzare bicchierini e coppe di cioccolato per il buffet dei dolci.

Il cioccolato, o cioccolata (specie se fusa o da spalmare), è un alimento derivato dai semi dell’albero del Cacao, ampiamente diffuso e consumato in tutto il mondo.

Nella produzione artigianale di qualità, il cioccolato è preparato utilizzando la pasta di cacao come realizzata e imballata nei paesi d’origine con l’aggiunta di ingredienti ed aromi. In alcuni casi il produttore parte direttamente dalle fave di cacao procedendo alla tostaturae alle successive fasi della lavorazione. In questo modo il controllo del produttore sulle caratteristiche che avrà il prodotto finito è superiore. Nella produzione industriale o comunque di minor pregio qualitativo, è preparato miscelando ilburro di cacao (la parte grassa dei semi di cacao) con polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti facoltativi, come il latte, le mandorle, le nocciole. il pistacchio o altri aromi.

Oltre a ciò, il cioccolato è anche un ingrediente di svariati dolciumi, tra cui gelati, torte, biscotti e budini.

La pianta Theobroma cacao  (nome scientifico del cacao) fu classificata considerando il nome che aveva e l’uso che se ne faceva presso le civiltà che la utilizzavano all’epoca: cacao cibo degli Dei.

I Maya sono i primi a coltivare la pianta del cacao nelle terre tra la penisola dello Yucatan, il Chiapas  e la costa pacifica del Guatemala. Per gli Indios i semi sono così preziosi da essere utilizzati come vere e proprie monete. Il cacao ha addirittura significati simbolici e religiosi. Presso i maya il cioccolato veniva chiamato kakaw uhanal, ovvero “cibo degli Dei”, e il suo consumo era riservato solo ad alcune classi della popolazione (sovrani, nobili e guerrieri).

Il cioccolato si trova in varie qualità:

Cioccolato bianco: di colore avorio, lucido con profumo intenso, ricco e persistente; con sentori di latte, burro, vaniglia e biscotto; gusto dolce molto marcato, aroma intenso e persistente.

Cioccolato al latte: di colore marrone chiaro, lucido con profumo persistente, ricco e un aroma pieno di caramello e cacao. Al palato ha una buona fusibilità e una quantità percettibile di grassi; inoltre ha una struttura croccante. Gusto dolce con una leggera nota di amaro del cacao. Aroma intenso e persistente.

Cioccolato mi-doux: miscela di cioccolato al latte e fondente, colore marrone lucido, profumo intenso e persistente di cacao, caffè tostato e liquirizia. Buona fusibilità in bocca e struttura croccante. Gusto dolce con nota di amaro. Gusto intenso e persistente.

Surfin: dal colore marrone intenso, lucido con profumo intenso, forte e ampio; sentori di cacao tostato, liquirizia e tabacco. Struttura croccante in bocca e ottima fusibilità. Gusto dolce con una nota media di amaro e aroma fine e molto persistente.

Extra-bitter: dal colore marrone scuro, molto lucido. Profumo fragrante, aromatico, molto intenso e persistente. Sentori di cacao, caffè e orzo tostato. Struttura croccante, fusibilità lenta. Gusto intenso e persistente, amaro con una nota di dolce.

Amaro: dal colore marrone scuro tendente al nero. Profumo forte, molto intenso, aromatico. Sentori del cacao miscelata alla viola, al tabacco e alla liquirizia. Molto croccante al morso, fusibilità lenta in bocca, gusto amaro

Il cioccolato viene utilizzato nella preparazione di tantissimi prodotti dolciari, tra cui:

Cioccolato in barrette o blocchi, cioccolatini: possono essere di varie forme e arricchiti (ricoperti o ripieni) con tantissimi ingredienti. Tra i tanti tipi di cioccolatini si hanno i cremini, i gianduiotti. Praline, Uova di Pasqua e conigli pasquali, Scaglie di cioccolato: utilizzate per decorare e insaporire dolci. Torta al cioccolato (per esempio la ben nota Sacher). Crepes al cioccolato. Gelati o Semifreddi. Mousse al cioccolato. Snack tascabili dove è solitamente accostato ad altri alimenti dal sapore dolce (cocco, caramello, ecc.).

Le maggiori industrie di produzione del cioccolato sono:

in Svizzera, localizzata principalmente nella Svizzera Romanda, detiene record sia in termini di fatturato (1.690 milioni di franchi nel 2011) sia in termini di volume di produzione (176.332 tonnellate di cioccolato prodotte nel 2011) e di esportazione (il 60,7% della produzione). Il Paese vanta inoltre il più alto consumo di cioccolato procapite al mondo (12,3 chilogrammi). Dalla fine del Seicento a livello artigianale, la produzione di cioccolato su scala industriale cominciò nella prima metà dell’Ottocento; Francois-Louis Cailler (1819, inventore della “tavoletta”), Daniel Peter (1875, inventore del cioccolato al latte), Henri Nestlè (1866), Philippe Suchard (1826), Jean Tobler (1867, creatore del Toblerone) e Rodolphe Lindt (1879, inventore del cioccolato fondente).Il Belgio, nella prima metà dell’Ottocento nelle città del Regno ebbe inizio la produzione delle praline: piccoli cioccolatini ripieni di liquore, marzapane o cioccolato fondente.

La Sicilia, Il cioccolato di Modica ha origini antiche; furono gli Spagnoli che, per opera di Hernan Cortes intorno al 1519, importarono i primi chicchi di cacao avendone appreso le qualità eccellenti e le potenzialità economiche, e ne instaurarono successivamente un commercio intorno al 1580. Contrariamente a quanto avvenne in seguito nel Regno d’Italia e in tutta l’Europa, nella Contea di Modica non si passò mai alla lavorazione industriale del cioccolato, conservandone così l’artigianalità della sua manifattura. Il “Cioccolato di Modica” si presenta di colore nero scuro con riflessi bruni; rustico, quasi grezzo, con granuli di zucchero lasciati grossolani che gli conferiscono, oltre alla particolarità nel gusto, una brillantezza di riflessi quasi come “pietra marmorea”; il suo gusto di cacao è tondo, vellutato e persistente. La sua lavorazione, che avviene quasi a freddo (al massimo a 40 °C), permette di mantenere inalterate le sue caratteristiche organolettiche. Tutto ciò lo differenza dagli altri tipi di cioccolato, rendendolo originale e quindi unico nel suo genere.

Il Piemonte, Torino è dal 1600 una delle capitali italiane e forse europee del cioccolato: qui sono stati inventati il cioccolato con le nocciole Prochet e la macchina per trattare industrialmente il cioccolato Caffarel. All’industria Talmone si deve la prima rete di commercializzazione nazionale di cioccolato.

Ogni anno sono molte le fiere dedicate al cacao e al cioccolato in ogni parte del mondo; in Italia tra le più frequentate si possono ricordare: la Fiera del Cioccolato di Firenze (Piazza Santa Croce), il Cioccoshow di Bologna in Piazza Maggiore, il CioccolaTò di Torino la manifestazione itinerante Altrocioccolato (Perugia 2001-2003, Gubbio 2004-2009, Castiglione del Lago 2010-2012, Città di Castello 2013-2015) dedicata al gusto e al consumo consapevole del cioccolato, l’Eurochocolate di Perugia (anche il capoluogo di provincia organizza una manifestazione dedicata al cioccolato) e il Chocobarocco di Modica(famosa per il cioccolato Modicano, la cittadina organizza una manifestazione, originariamente legata all’Eurochocolate, poi divenuta indipendente). Infine, vi sono la meno famosa Fiera del Cioccolato di Cervia (Ravenna) e la Showcolate di Napoli presso la Mostra d’Oltremare.

 

Migliaccio Napoletano

 

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