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Scottadito di Agnello ai Lamponi

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Ingredienti

Regolare le porzioni
12 Costolette d'agnello o di capretto
180gr Lamponi
1 Peperone giallo
1 spicchio Aglio
1 ciuffetto Prezzemolo
2 cucchiai Aceto di mele
4 cucchiai Olio Evo
qb Pepe
qb Sale

informazioni Nutrizionali

21,1g
Proteine
359k
Calorie
29g
Grassi
1g
Carboidrati
1g
Zuccheri

Scottadito di Agnello ai Lamponi

Caratteristiche:
  • Tradizionale

Scaldare una piastra di ghisa od, avendo la possibilità, su griglia di barbecue su brace di carbonella depositare le costolette e cuocerle per 5 minuti per parte facendole ben dorare.
A fine cottura allineare le costolette ordinatamente su di un piatto di portata, condirle con la salsa ai lamponi e guarnire con qualche lampone intero.
Servire in tavola direttamente su piatto di portata.

  • 35
  • Serves 4
  • Facile

Ingredienti

Direzione

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Scottadito di Agnello ai Lamponi

Lo Scottadito di Agnello ai Lamponi è un secondo piatto ottimo da gustare a pranzo od a cena con familiari ed amici specialmente nel periodo pasquale.

Lo Scottadito di Agnello ai Lamponi disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, i lamponi, schiacciare 150gr con i rebbi di una forchetta, i restanti tenere interi per guarnire e tenere da parte.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le foglie di prezzemolo, tritarle e tenere da parte.

Pelare, tritare l’aglio e tenere da parte.

Pelare il peperone con il pela-verdure, eliminare il torsolo, i semi, le coste bianche interne, tagliarlo a pezzi e tenere da parte.

Mettere nel bicchiere del frullatore il peperone a pezzi, il prezzemolo, l’aglio, 2 cucchiai di olio evo, l’aceto di mele, pepe, sale, azionare al fine di ottenere una salsa omogenea, metterla in una ciotola, unire i lamponi schiacciati, mescolare e tenere da parte per almeno 120 minuti.

Lavare le costolette di agnello o capretto, asciugarle con carta assorbente da cucina, batterle con il pesta-carne per rompere le fibre, salarle, peparle, oliarle con 2 cucchiai di olio evo e tenere da parte.

Scaldare una piastra di ghisa od, avendo la possibilità, su griglia di barbecue su brace di carbonella depositare le costolette e cuocerle per 5 minuti per parte facendole ben dorare.

A fine cottura allineare le costolette ordinatamente su di un piatto di portata, condirle con la salsa ai lamponi e guarnire con qualche lampone intero.

Servire in tavola direttamente su piatto di portata.

Nota

La salsa ai lamponi sarà più saporita se preparata il giorno prima.

Lo Scottadito di Agnello ai Lamponi si accompagna come contorno a verdure fresche di stagione.

L’agnello è l’esemplare della pecora con meno di un anno d’età. Nasce dopo un periodo di gestazione di circa cinque mesi, e dopo un parto che dura da una a tre ore. Di solito la pecora dà alla luce uno o due cuccioli per figliata. Nella storia dell’uomo, l’agnello ha assunto forti connotati simbolici e ha sempre rappresentato timidezza e mitezza. Nella religione cristiana viene spesso associato all’Agnus Dei (“Agnello di Dio”) e all’agnello Pasquale. Si tratta di un animale addomesticato in epoca antichissima, diffuso attualmente in ogni continente. Vive principalmente in greggi, per gestire i quali l’uomo si affida spesso a cani pastore.

Il nome pecora (in latino pecus “bestiame di piccolo taglio” passato poi a identificare un singolo animale) è riservato all’adulto femmina, il maschio della specie è chiamato montone (o anche ariete), mentre il piccolo è denominato agnello fino a un anno di età. Gli agnelli vengono allevati principalmente per la carne, solo una parte viene infatti allevata per essere destinata alla riproduzione. È tradizione diffusa in molte zone d’Italia mangiare carne d’agnello nel giorno di Pasqua, l’agnello è del resto l ‘animale sacrificale per eccellenza nelle culture che si affacciano sul Mediterraneo. La carne di pecora ha un sapore caratteristico, e dall’odore particolare, soprattutto se l’agnello è molto giovane e di media costituzione. Una delle regioni dove è più utilizzata la carne di questa specie è l’Abruzzo, dove possiamo trovare la tradizionale pecora alla callara (o alla cottora) e i celeberrimi arrosticini anche se in realtà per preparare questi ultimi tradizionalmente veniva usato il cosiddetto “castrato”, ovvero il maschio che ha subito la castrazione. L’usanza di cucinare la carne di pecora è anche diffusa in un paese alle porte di Firenze, Campi Bisenzio qui viene preparata nella maggior parte dei casi in umido. In molte zone dell’Italia centrale l’agnello da latte, cioè con poco più di un mese di vita, da molti preferito per la carne tenera, è chiamato abbacchio.

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