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Scrippelle Imbusse Abruzzesi

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Ingredienti

Regola porzioni:
6 Uova
50gr Prosciutto crudo un sol pezzo
100gr Pecorino dolce o parmigiano
50gr Farina 00
2 litri Brodo vegetale o pollo
qb Pepe
qb Sale

Informazioni nutrizionali

2,8g
Proteine
243k
Calorie
2,1g
Grassi
43,1g
Carboidrati
1,1g
Zuccheri

Scrippelle Imbusse Abruzzesi

Scrippelle Imbusse Abruzzesi

Caratteristiche:
  • Tradizionale

In una padella antiaderente o in una padella doppia per frittata sfregarla bene in ogni sua parte con il pezzo di prosciutto crudo e metterla sul fuoco vivace.
Versare un cucchiaio di pasta, deve coprire bene il fondo della padella formando un leggero velo, appena inizierà a fare le bollicine, girare la frittatina e quando è pronta rovesciare la frittatina su di un piatto di portata caldo.
Ripetere le operazioni sopra descritte, sfregamento col prosciutto, pasta in padella e deposito su piatto, fino ad esaurimento della pasta.
Cospargere le frittatine, scrippelle imbusse, una per una con il pecorino dolce o parmigiano, arrotolarle strettamente.

  • 20
  • Porzioni 6
  • Easy

Ingredienti

Indicazioni

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Scrippelle Imbusse Abruzzesi

Le Scrippelle Imbusse Abruzzesi sono un piatto particolare e sfizioso, ideale per un pranzo od una cena con familiari ed amici.

Per le Scrippelle Imbusse Abruzzesi
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

In una pentola con 2 litri di acqua leggermente salata
ed un cucchiaino di dado vegetale, vedi nota,
far raggiungere l’ebollizione e tenere da parte.

In una ciotola sbattere bene le uova,
aggiungere la farina poco per volta
fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, salare.

Versare acqua nel composto
fino ad ottenere una pasta molto morbida.

In una padella antiaderente o in una padella doppia per frittata
sfregarla bene in ogni sua parte con il pezzo di prosciutto crudo
e metterla sul fuoco vivace.

Versare un cucchiaio di pasta,
deve coprire bene il fondo della padella formando un leggero velo,
appena inizierà a fare le bollicine,
girare la frittatina
e quando è pronta rovesciare la frittatina
su di un piatto di portata caldo.

Ripetere le operazioni sopra descritte,
sfregamento col prosciutto,
pasta in padella e deposito su piatto,
fino ad esaurimento della pasta.

Cospargere le frittatine,
scrippelle imbusse,
una per una con il pecorino dolce o parmigiano,
arrotolarle strettamente.

Depositarle nei 6 piatti fondi
fino ad esaurimento delle scrippelle imbusse,
versare sopra il brodo vegetale o di pollo bollente
coprire i piatti fino a che gran parte del brodo verrà assorbita dalle scrippelle.

Scoprire i piatti
e servire in tavola.

 

Nota
DADO VEGETALE
Ingredienti:
250gr sale grosso – 300gr carote – 200gr sedano
– 2 cipolle grandi (o 1 cipolla+ ½ porro) – 2 spicchi d’aglio
– 10 foglie di salvia – 1 rametto rosmarino – 1 mazzetto prezzemolo
– 4 vasetti Bormioli da 250gr

Ricoprire col sale grosso il fondo di una pentola in acciaio a fondo spesso e disporre sopra le verdure mondate, lavate e tagliate a pezzi non troppo piccoli e gli aromi. Mettere il coperchio e cuocere a fiamma bassa per 1 ora.

Cotte le verdure, frullarle, con minipimer ad immersione, con tutto il liquido che avranno rilasciato ed il sale non ancora sciolto.

A questo punto si possono intraprendere 2 vie:

una prevede la trasformazione del composto in “dado granulare” l’altra detta ”fase umida” prevede  che dopo aver frullato tutto si invasi, si chiudano ermeticamente i vasetti e si capovolgano per  fare il sottovuoto.

I vasetti si possono mettere in frigorifero o in luogo fresco ed asciutto, durano più di un anno. Le dosi di riferimento sono: 1 cucchiaino equivale ad 1 dado industriale. Con il dado preparato può essere utilizzato per tutte le preparazioni in cui è richiesto l’uso di dado o brodo vegetale.

Le Scrippelle Imbusse Abruzzesi sono un piatto tipico della tradizione culinaria dell’Abruzzo-Molise si gustano particolarmente nel periodo del carnevale.

Il prosciutto crudo è un salume tipico italiano (prodotto agroalimentare tipico italiano) ottenuto dalla salatura a secco dalla coscia del maiale, in particolare da animali che hanno raggiunto un peso intorno ai 150 kg.

Specialità ottenute dallo stesso taglio anatomico in nazioni diverse dall’Italia assumono nomi specifici e non possono essere assimilate al prodotto italiano, soprattutto in virtù del fatto che la specificità del prosciutto crudo italiano risiede nelle particolari tecniche produttive e nella stagionatura in microclimi specifici.

Le prime notizie della produzione di prosciutto in Italia possono ricondursi alla civiltà Etrusca del VI E V secolo A.C., ma soprattutto alla civiltà dell’antica Roma, esiste tuttora una via romana denominata “Panisperna” (panis=pane e perna=coscia di maiale).

Le testimonianze di storici dell’epoca romana non mancano, ed infatti Ippocrate nel V secolo A.C. considerava la carne di maiale ” quella che fornisce più energia al corpo e la più digeribile”.

Ancora, Catone nel II secolo A. C. nel suo De Agricoltura spiegava i metodi di conservazione della coscia di suino.

Il maiale che abita per lo più nella Maremma Toscana e nella Pianura Padana è considerato fonte di sostentamento ideale. Inoltre grazie ai processi messi in atto, seppur in maniera ancora rudimentale, diviene il pasto più facile per gli eserciti.

La conservazione a lunga durata per i tempi permetteva a questo prodotto di essere una provvista eccellente e duratura, in grado di fornire anche le proteine necessarie per essere fonte di sostentamento per qualche giorno.

Il prosciutto crudo si ottiene tramite salatura e successiva stagionatura della coscia (arto posteriore) del maiale; tale taglio di carne è detto infatti “prosciutto”. In nessun caso può essere utilizzato il termine “prosciutto crudo” per definire specialità salate ottenute da altre parti anatomiche del suino, ivi compresa la spalla.

Il prosciutto crudo viene conciato a secco e lavorato con sale marino. Alcuni disciplinari di prosciutti DOP escludono tassativamente l’impiego di conservanti, mentre nella maggior parte dei prosciutti prodotti in Italia è consentito l’uso di nitrati nelle quantità previste dalla legge. L’utilizzo di nitrati è comunque molto raro. Dopo la salatura iniziale e l’inizio dei processi di fermentazione, il prosciutto crudo viene stagionato (e in questa fase perde una buona percentuale di acqua: la parola prosciutto deriva, infatti, dal latino perexsuctum che significa “prosciugato”).

Dal punto di vista prettamente tecnico, il processo di stagionatura può essere equiparato a quello di una naturale mummificazione per disidratazione

Alcune varietà italiane di prosciutto sono: Prosciutti di Parma in essiccazione, prosciutto del Carso, p. di Carpegna, p. di casaletto, p. di Castelnuovo, prosciutto di cinta senese, p. di Cormons, p. di Cuneo, p. di Faeto, p. di Faleria, p. di Modena, p. di Monte, p. dei Nebrodi, p. di Norcia, p. di Parma, p. di Pietraroja, p. di San Daniele, p. Toscano, prosciutto Pratomagno, prosciutto Veneto-Berico- Euganeo, p. Sardo, p. di Sauris, Jambon de Bosses, p. di Trevico, p. di Venticano, prosciutto di  Villagrande Strisaili.

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Luciano Bambini
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