Seppie con Cipolle al Forno

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Ingredients

Adjust Servings:
500gr Seppie
8 Cipolle rosse
2kg Sale Grosso
4 cucchiai Olio Evo

Nutritional information

23g
Proteine
170k
Calorie
3g
Grassi
1,2g
Carboidrati
1g
Zuccheri

Seppie con Cipolle al Forno

Features:
  • Tradizionale

In una padella antiaderente mettere a scaldare l’olio evo.
Unire le seppie ad anelli, i tentacoli, sale e far dorare per 5 minuti mescolando.
Mettere le seppie e gli spicchi di cipolle al forno su di un piatto di portata.
Servire in tavola direttamente su piatto di portata preparato.

  • 85
  • Serves 4
  • Easy

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Seppie con Cipolle al Forno

Le Seppie con Cipolle al Forno sono un antipasto gustoso e saporito, ideale per un pranzo od una cena, a base di pesce, in famiglia o con amici.

Per le Seppie con Cipolle al Forno disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

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Lavare, le seppie sotto acqua corrente, staccare i tentacoli, togliere le interiora. togliere l’osso, levare la sacca, dell’inchiostro facendo attenzione di non romperla, togliere gli occhi laterali e la pelle, rilavarle sotto acqua corrente, asciugarle con carta assorbente da cucina, tagliare ad anelli le sacche, a pezzi i tentacoli e tenere da parte.

Sopra un grande foglio di alluminio per alimenti disporre le cipolle, coprirle completamente con il sale grosso, chiudere bene il cartoccio, aiutandosi con un altro foglio di alluminio.

Infornare a forno caldo a 160°C per 60 minuti.

Sfornare le cipolle, eliminare le prime foglie e dividere ciascuna cipolla in 4 spicchi e tenere dea parte

In una padella antiaderente mettere a scaldare l’olio evo.

Unire le seppie ad anelli, i tentacoli, sale e far dorare per 5 minuti mescolando.

Mettere le seppie e gli spicchi di cipolle al forno su di un piatto di portata.

Servire in tavola direttamente su piatto di portata preparato.

Nota

Le seppie o Sepiidae sono una famiglia di molluschi cefalopodi marini diffusi nelle acque tropicali-temperate. Presentano 10 appendici circumorali retrattili: 8 braccia di pari lunghezza e 2 lunghe appendici dotate di ventose denticolate, adibite alla difesa e spesso alla riproduzione. L’animale presenta anche occhi sporgenti con una pupilla molto sviluppata e a forma di W. Le specie di dimensioni maggiori non superano i 50 cm, e possono raggiungere i 12 kg di peso. Presentano una conchiglia interna detta “osso di seppia” e una sacca per l’inchiostro, posta in prossimità dell’ano, che viene espulso quando la seppia si sente minacciata. Possiedono una spiccata capacità mimetica, e possono cambiare il proprio colore, grazie alla presenza nel derma di una ricca rete di cromatofori, dal marrone al nero, dal giallo al rosso. Alcune specie sono dotate di bioluminescenza. Si nutrono di granchi, piccoli pesci, gamberetti, vermi acquatici, piccoli polpi e altri molluschi. Vengono generalmente predate da delfini, squali, grandi pesci, foche e altre seppie. Le uova, di colore scuro, vengono deposte in grappoli, e vengono comunemente dette “uva di mare” Le specie della famiglia Sepiidae hanno una distribuzione tropicale-temperata, con un inusuale pattern biogeografico: sono infatti presenti tanto sulle coste occidentali del Pacifico che su quelle orientale dell’Atlantico, nonché nel Mediterraneo, ma sono assenti su entrambi i versanti costieri delle Americhe. Sono organismi bentonici, cioè che vivono nei fondali. Si possono trovare facilmente sia su fondali sabbiosi che su quelli rocciosi; prediligono in genere le basse profondità della piattaforma continentale, ma sono state segnalate sino a 600 m. Il nero di seppia è il liquido scuro secreto dalle seppie; per estensione si può intendere il liquido secreto dalle ghiandole di altri cefalopodi come il polpo, il calamaro ecc. In passato lo si usava come inchiostro, oggi è usato in cucina. Si usa prettamente come condimento, nella cucina italiana è adoperato prevalentemente per i primi piatti a base di pasta in particolare nella cucina siciliana e per il risotto al nero di seppia nelle cucine veneziana e toscana. Quest’ultimo piatto è tipico anche delle cucine catalana (arròz negro) e croata (crni riżot). Il nero di seppia una volta estratto va poi conservato in ambiente refrigerato.

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