Ingredienti
- 1 Peperone giallo
- 1 Peperone rosso
- 2 Zucchina
- 1 scamorza
- 50gr Pangrattato
- 1 ciuffettino Prezzemolo
- 1 spicchio Aglio
- 1 cucchiaino Timo
- 1 cucchiaino Maggiorana
- 1 cucchiaino origano
- 30gr Parmigiano Reggiano
- 2 cucchiai Olio Evo
- qb Pepe
- qb Sale
Direzione
Spiedini con Scamorza e Peperoni
Gli Spiedini con Scamorza e Peperoni sono un antipasto saporito ed appetitoso, ottimo da gustare a pranzo od a cena in allegra compagnia di familiari ed amici.
Per gli Spiedini con Scamorza e Peperoni disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, il prezzemolo, tritarlo e tenere da parte.
Pulire, tritare l’aglio e tenere da parte.
In una ciotola mettere il pangrattato, il timo, l’origano, la maggiorana, il prezzemolo tritato, l’aglio tritato, pepe, sale, mescolare e tenere da parte.
Pelare i peperoni con il pela-verdure, eliminare il torsolo, i semi, le coste bianche interne, tagliarli a falde da 2cm di larghezza e 5cm di lunghezza, fare 12 strisce e tenere da parte.
Tagliare testa e fondo alle zucchine, lavarle sotto acqua corrente, affettarle a strisce da 2cm di larghezza e 5cm di lunghezza, come i peperoni, fare 12 strisce e tenere da parte.
Sul piano di lavoro, con un coltello ben affilato, affettarle a strisce da 2cm di larghezza e 5cm di lunghezza, fare 12 strisce come i peperoni e le zucchine e tenere da parte.
Sul piano di lavoro, disporre le falde di peperoni mettere sopra ad ognuna le strisce di zucchine e sopra ancora le strisce di scamorza.
Arrotolarle su sé stesse e fissarle 2 a 2 su 6 spiedini.
Passarli nella ciotola del pangrattato ed erbe aromatiche in modo che si rivestano completamente.
Disporre gli spiedini su di una placca da forno ricoperta da carta da forno ed irrorarli con l’olio evo.
Infornarli sotto il grill fino alla fusione della scamorza, rigirarli di tanto in tanto.
Sfornare e disporli ordinatamente su di un piatto di portata.
Servire in tavola direttamente su piatto di portata.
Nota
La scamorza è un formaggio a pasta filata prodotto con latte vaccino. Alcuni caseifici campani producono anche la scamorza con latte bufalino.
È riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale delle regioni Campania, Basilicata, Abruzzo, Lazio, Molise, Puglia, Sicilia e Calabria (ove assume la denominazione di “Provola”).
In genere ha la forma di una palla, dal peso di 0,15-0,25 kg e viene prodotta anche in versione affumicata o farcita
Il termine scamorza (di origine pugliese) potrebbe provenire da “capa mozza”, ossia “testa mozzata”. Questa etimologia spiegherebbe anche l’uso del termine per indicare una persona stupida.
Prodotto con latte vaccino o di bufala (soprattutto in Campania) e talvolta anche di pecora (in Puglia), è un formaggio a pasta filata, come la mozzarella. La sua forma è ovoidale tesa da una corda (ora sostituita da un nastro di plastica per motivi igienici) da qui la sua forma bipartita.
La base, molto flessibile, si forma in acqua calda. Viene poi raffreddato in acqua fredda, messo in salamoia e poi messo ad asciugare in un luogo asciutto (solitamente una cantina). Può essere raffinato da una settimana a un mese. C’è sia la versione bianca più morbida con la pelle più sottile che la versione affumicata. In quest’ultimo caso il formaggio viene affumicato con fumo di legna o di paglia, che gli conferisce un colore dorato, un sapore caratteristico ma che rimane tenue e che, infine, ne consente una migliore conservazione.
Un modo tradizionale per mangiare la scamorza è grigliare fette spesse circa 1 cm.












