Ingredienti
- 800gr Filetto di manzotritato finemente
- 100gr Rucola
- 50gr Lattughino
- 1 ciuffettino Prezzemolo
- 1 cucchiaino Salsa Tabasco
- 1 cucchiaino Senape
- 1 cucchiaio Parmigiano Reggianograttugiato
- 1 cucchiaio Aceto di mele
- 4 cucchiai Olio Evo
- qb Pepe
- qb Sale
Direzione
Tartare di Manzo e Rucola
La Tartare di Manzo e Rucola è un secondo piatto gustoso e saporito, ideale per un pranzo od una cena in famiglia o con amici o per un buffet.
Per la Tartare di Manzo e Rucola disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le foglie di prezzemolo, tritarle e tenere da parte.
Mettere le foglie di rucola nella centrifuga per verdure, lavarle cambiando almeno 3 volte l’acqua di lavatura, azionare la centrifuga per asciugarle e tenere da parte.
Mettere le foglie di lattughino nella centrifuga per verdure, lavarle cambiando almeno 3 volte l’acqua di lavatura, azionare la centrifuga per asciugarle e tenere da parte.
In un piatto di portata depositare la rucola ed il lattughino mescolarli e distribuirli a coprire tutto il piatto e tenere da parte.
Mettere nel bicchiere del frullatore l’aceto, la senape, il prezzemolo, l’olio evo, pepe, sale, frullare tutto al fine di ottenere una emulsione omogenea e tenere da parte.
Mettere in una ciotola la carne trita, che deve essere freschissima, il parmigiano grattugiato, il tabasco, pepe, sale, mescolare bene, far marinare per 60 minuti e tenere da parte.
Prendere con 1 cucchiaio un po’ di composto di carne, metterlo in un coppapasta del diametro di 10 cm fino a riempirlo, pressando leggermente la carne in modo da formare, così facendo, 4 cilindri od usare l’apposito attrezzo per fare gli hamburger in modo da ottenere 4 tartare.
Depositare le tartare sopra il letto di rucola e lattughino, versare sopra ogni tartare l’emulsione preparata,
Servire in tavola direttamente su piatto di portata.
Nota
La Tartare di Manzo e Rucola non necessita di contorno.
Il filetto è un tipo di taglio di carne, principalmente di bovino ma anche di suino o di altro animale (es. selvaggina come la lepre o il cervo), proveniente dalla zona lombare dell’animale.
Per analogia, si parla di “filetto” anche con riferimento alle parti più tenere della carne di pollo o altro uccello edule, ossia a quelle intorno alla “carena” o cresta sternale (cartilagine sporgente) del petto oppure a quelle della coscia disossata (“filetto di coscia”).
Filetto (nel senso indicato sopra per i volatili) è anche il “magret”, preparazione culinaria francese (di origine guascone, dunque diffusa anche nella Spagna settentrionale) che consiste in una parte del petto dell’anatra od oca messa all’ingrasso (per ricavarne anche il “fegato grasso” o foie gras, conservando sotto grasso il resto della carne per farne il “confit”) generalmente cotta “al sangue” oppure affumicata.
Il taglio interessa il muscolo grande anteriore fino alla vertebra lombare, vicino al rene.
Poiché tale muscolo durante la vita dell’animale non viene quasi mai allenato rimane, nel consumo, particolarmente tenero.
L’utilizzo varia dagli arrosti alle bistecche.
La bistecca alla fiorentina, ad esempio, comprende sia il filetto che il controfiletto.












