Ingredienti
- 2 rotoli Pasta Brisèe
- 20gr Burro
- 100gr Favegià sgranate
- 100gr Piselliniin scatola
- 1 Cipollotti
- 200gr Ricotta
- 20gr Farina 00
- qb Pepe
- qb Sale
Direzione
Torta Salata con Fave e Piselli
La Torta Salata con Fave e Piselli è un piatto versatile si può servire come antipasto o come contorno gustoso e saporito ideale per un pranzo od una cena in famiglia o con amici.
Per la Torta Salata con Fave e Piselli disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Sgranare le fave, lavarle sotto acqua corrente, scolarle, sbollentarle per 3 minuti in acqua bollente leggermente salata, scolarle, pelarle e tenere da parte.
Sgocciolare i pisellini dal liquido di conservazione, lavarli sotto acqua corrente, sgocciolarli e tenere da parte.
Pulire dalle prime foglie il cipollotto, tagliare la testa ed il fondo con le radici, lavare, tagliarlo a rondelle e tenere da parte.
In una padella antiaderente mettere a sfrigolare il burro.
Aggiungere le rondelle di cipollotto, i pisellini, le fave e far insaporire per 3 minuti mescolando, togliere da fuoco, far raffreddare.
In una ciotola mettere la ricotta, le verdure appena raffreddate e mescolare bene in modo da ottenere un ripieno omogeneo.
In una teglia da forno, rotonda da 26cm di diametro, imburrata spargere la farina facendo in modo che aderisca bene al fondo ed alle pareti della teglia, tagliare la pasta che sborda dalla teglia.
Mettere 1 rotolo di pasta brisèe facendo in modo che aderisca bene al fondo ed alle pareti della teglia.
Versare il composto di di fave, ricotta e piselli preparato e livellarlo con una spatola.
Coprire con l’altro rotolo di brisèe e far aderire bene i bordi con la pasta sottostante, bucherellare la superficie con i rebbi di una forchetta.
Infornare a forno caldo a 180°C per 40 minuti.
Sfornare, mettere la torta su piatto da portata e servire in tavola.
Nota
La fava Vicia faba è una pianta della famiglia delle Leguminose o Fabaceae.
In relazione alla grandezza del seme, in Vicia faba L. vengono distinte quattro varietà botaniche:
Vicia faba var. paugyuga con semi molto piccoli, di origine indiana, non è coltivata
Vicia faba var. minor Beck, detta comunemente “favino”, con peso dei 1000 semi inferiore a 700 grammi e baccello clavato e corto; è utilizzata come foraggio o sovescio;
Vicia faba var. equina Pers., detta comunemente “favetta”, con peso dei 1000 semi compreso tra 700 e 1000 grammi e baccello clavato e allungato; è utilizzata come foraggera;
Vicia faba var. major Harz. con semi grossi, il peso dei 1000 semi è superiore a 1000 grammi, il baccello è lungo 15–25 cm ed è pendulo e di forma appiattita che contiene 5-10 semi. Appartengono a questa varietà le cultivar da consumo fresco.
Secondo un’antica tradizione agraria, nell’orto sarebbe bene seminare alcune fave all’interno delle altre colture poiché questo legume, oltre ad arricchire il terreno di azoto, attirerebbe su di sé tutti i parassiti, che di conseguenza non infesterebbero gli altri ortaggi. La fava viene avvicendata come coltura miglioratrice tra due frumenti. Il terreno viene preparato in estate, poi affinato e concimato: la semina si fa a righe o a buchette, in modo da avere 8-10 piante/m2. Essendo una pianta che teme il caldo, nelle zone climatiche temperate calde la semina delle fave va effettuata in autunno o all’inizio dell’inverno, con raccolti a partire da circa 180 giorni dopo. Per le zone molto fredde è meglio seminare in primavera.
Il fosfato di ammonio è il principale concime chimico utilizzato per la produzione di fave.
Stando ad una credenza popolare diffusa in Italia, se si trova un baccello di fava contenente sette semi si avrà un periodo di grande fortuna.
Questi vegetali vengono consumati sia freschi che cotti e contengono molta acqua e proteine. In particolare, i semi delle Fabaceae sono noti in gastronomia come legumi.












