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Tortionata di Lodi

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Ingredienti

Regola porzioni:
300gr Farina 00
125gr Mandorle
170gr Zucchero
170gr Burro
10gr Bicarbonato di sodio
1 Tuorlo
1 limone solo scorza
150gr Mascarpone per la crema
100gr Zucchero per la crema
2 Tuorli per la crema
20ml Rum bianco

Informazioni nutrizionali

4,5g
Proteine
457k
Calorie
25g
Grassi
53,5g
Carboidrati
25g
Zuccheri

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Tortionata di Lodi

Tortionata di Lodi

Caratteristiche:
  • Tradizionale

In una ciotola capiente montare il burro e lo zucchero, con le fruste elettriche, fino ad ottenere una crema spumosa ed omogenea.
Aggiungere le mandorle tritate e mescolare bene con un cucchiaio di legno.
Unire il bicarbonato, il tuorlo, un pizzico di sale, la scorza di limone grattugiata e mescolare bene con il cucchiaio di legno.
Aggiungere la farina setacciata poco alla volta e lavorare l’impasto con le mani
al fine di ottenere un composto liscio e compatto.
Foderare una teglia da forno, con cerniera, con carta da forno, versare sopra il composto preparato, spianarlo allo spessore di 1,5cm e, con i rebbi di una forchetta, tracciare sulla superficie delle linee perpendicolari le une alle altre.
Infornare a forno caldo a 180°C per 40 minuti o fino alla doratura della Tortionata.

  • 55
  • Porzioni 6
  • Easy

Ingredienti

Indicazioni

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Tortionata di Lodi

La tortionata o Turta de Lod è un dolce friabile a base di mandorle tipico della città di Lodi, riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali come prodotto agroalimentare tradizionale italiano.

Per la Tortionata di Lodi
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Togliere dal frigorifero il burro 2 ore prima della preparazione
e tenere da parte.

Grattugiare la scorza del limone non trattato
e tenere da parte.

Tostare le mandorle a forno caldo a 180°C per 7 minuti.

Farle raffreddare,
tritarle e tenere qualcuna da parte per guarnire la torta.

In una ciotola capiente montare il burro e lo zucchero,
con le fruste elettriche,
fino ad ottenere una crema spumosa ed omogenea.

Aggiungere le mandorle tritate
e mescolare bene con un cucchiaio di legno.

Unire il bicarbonato, il tuorlo, un pizzico di sale,
la scorza di limone grattugiata e mescolare bene con il cucchiaio di legno.

Aggiungere la farina setacciata poco alla volta
e lavorare l’impasto con le mani

al fine di ottenere un composto liscio e compatto.

Foderare una teglia da forno, con cerniera,
con carta da forno, versare sopra il composto preparato,
spianarlo allo spessore di 1,5cm e, con i rebbi di una forchetta,
tracciare sulla superficie delle linee perpendicolari le une alle altre.

Infornare a forno caldo a 180°C per 40 minuti
o fino alla doratura della Tortionata.

Lasciar raffreddare del tutto la Tortionata nella sua teglia,
essendo un dolce molto fragile e friabile e potrebbe rompersi.

 

Preparare la crema:

In una ciotola capiente, con la frusta elettrica,
frustare lo zucchero con i tuorli.

Aggiungere lentamente il mascarpone ed il rum,
continuare a frustare fino ad ottenere una crema liscia
ed omogenea.

Sformare la torta dalla teglia, con l’aiuto di un piatto di portata,
spargere sulla sua superficie lo zucchero a velo
ed a piacere si può ornare con le mandorle tenute da parte.

Servire su piattino da dessert con la crema al mascarpone come accompagnamento.

 

 

Nota
La Tortionata fatta a pezzi e chiusa in una scatola di latta col coperchio ermetico si può conservare per 1 mese.

La torta sarebbe nata nella prima metà dell’Ottocento dalle mani del pasticciere Carlo Tacchinardi che tramandò la ricetta ai figli Giovanni e Gaetano. Quest’ultimo la passò al proprio figlio Alessandro a cui, secondo la tradizione popolare, si deve il nome del dolce. Alessandro l’avrebbe chiamata così da un gioco di parole: la “torta di quando io sono nato”, ovvero la “torta io nata” (da lì il nome definitivo). Nel 1885 Alessandro Tacchinardi depositò legalmente il nome della torta lodigiana unitamente al marchio d’impresa, che è di proprietà della Tacchinardi srl, come riconosciuto dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 10519/2016.

L’origine del nome deriva probabilmente dal termine tortijon, un filo di ferro attorcigliato che veniva anticamente utilizzato per tagliare la torta.

 

 

Torta Mantovana Sbrisolona

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