Ingredienti
- 250gr Carotenovelle
- 200gr Patatepiccole novelle
- 200gr Favefresche
- 12 pomodorini datterini
- 8 Pomodori secchi
- 80gr Scalogno
- 4 rametti Timo
- 1 Albume
- 1 cucchiaio Aceto di mele
- 5 cucchiai Olio Evo
- qb Pepe
- qb Sale
Direzione
Verdure Miste al Cartoccio
Le Verdure Miste al Cartoccio sono un contorno gustoso, anche vegetariano, ideale per un pranzo od una cena in famiglia o con amici o per un buffet.
Per le Verdure Miste al Cartoccio disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Pulire, lavare, tritare gli scalogni e tenere da parte.
Pelare le carotine, lavarle e tenere da parte.
Sgranare le fave, lavarle sotto acqua corrente, scolarle e tenere da parte.
Lavare sotto acqua corrente le patatine con la buccia, metterle in una pentola coperte di acqua leggermente salata, con l’aceto di mele e cuocerle per 10 minuti.
Scolarle, far raffreddare, dividerle a metà con la buccia e tenere da parte.
Lavare sotto acqua corrente i pomodorini datterini e tenere da parte.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le foglie di timo, tritarle e tenere da parte.
In un piatto fondo sbattere con i rebbi di una forchetta l’albume e tenere da parte.
In una padella antiaderente mettere a scaldare 1 cucchiaio di olio evo.
Aggiungere gli scalogni tritati e far rosolare mescolando.
Sul piano di lavoro distendere 4 rettangoli di carta da forno, spennellarli con l’albume, sovrapporre altri 4 rettangoli di carta da forno e far aderire bene gli uni agli altri.
Distribuire equamente le verdure preparate in ogni cartoccio, le carotine, i pomodorini datterini, le patatine a metà, i pomodorini secchi, le fave, gli scalogni rosolati, il rametto di timo condire con 1 cucchiaio di olio evo, pepe, sale, ciascun cartoccio e chiudere i cartocci a caramella.
Disporre ordinatamente i cartocci su di una placca da forno.
Infornare a forno caldo a 180°C per 35 minuti.
Disporre ordinatamente i cartocci su di un piatto di portata.
Servire in tavola su piatto di portata.
Nota
Le Verdure Miste al Cartoccio si accompagnano, a carni e pesci lessate o si può servire come secondo piatto vegetariano.
La fava Vicia faba è una pianta della famiglia delle Leguminose o Fabaceae.
In relazione alla grandezza del seme, in Vicia faba L. vengono distinte quattro varietà botaniche:
Vicia faba var. paugyuga con semi molto piccoli, di origine indiana, non è coltivata
Vicia faba var. minor Beck, detta comunemente “favino”, con peso dei 1000 semi inferiore a 700 grammi e baccello clavato e corto; è utilizzata come foraggio o sovescio;
Vicia faba var. equina Pers., detta comunemente “favetta”, con peso dei 1000 semi compreso tra 700 e 1000 grammi e baccello clavato e allungato; è utilizzata come foraggera;
Vicia faba var. major Harz. con semi grossi, il peso dei 1000 semi è superiore a 1000 grammi, il baccello è lungo 15–25 cm ed è pendulo e di forma appiattita che contiene 5-10 semi. Appartengono a questa varietà le cultivar da consumo fresco.
Secondo un’antica tradizione agraria, nell’orto sarebbe bene seminare alcune fave all’interno delle altre colture poiché questo legume, oltre ad arricchire il terreno di azoto, attirerebbe su di sé tutti i parassiti, che di conseguenza non infesterebbero gli altri ortaggi. La fava viene avvicendata come coltura miglioratrice tra due frumenti. Il terreno viene preparato in estate, poi affinato e concimato: la semina si fa a righe o a buchette, in modo da avere 8-10 piante/m2. Essendo una pianta che teme il caldo, nelle zone climatiche temperate calde la semina delle fave va effettuata in autunno o all’inizio dell’inverno, con raccolti a partire da circa 180 giorni dopo. Per le zone molto fredde è meglio seminare in primavera.
Il fosfato di ammonio è il principale concime chimico utilizzato per la produzione di fave.
Stando ad una credenza popolare diffusa in Italia, se si trova un baccello di fava contenente sette semi si avrà un periodo di grande fortuna.
Questi vegetali vengono consumati sia freschi che cotti e contengono molta acqua e proteine. In particolare, i semi delle Fabaceae sono noti in gastronomia come legumi.












